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CUGGIONO: chiude il centro di aggregazione giovanile "La freccia". Sotto accusa l’amministrazione di Giuseppe Locati e i suoi assessori

 

di Ersilio Mattioni

 

CUGGIONO (26 agosto 2007) – Quando un centro giovani chiude i battenti, perdono tutti. Perdono, in primis, gli amministratori del comune. I quali, al contrario, hanno l’obbligo morale di incoraggiare e sostenere iniziative di questo genere. A Cuggiono non è accaduto questo. Anzi, è accaduto l’opposto. Di fronte alle difficoltà di tanti giovani e di fronte al loro disagio, il governo cittadino di Giuseppe Locati non ha compreso che La Freccia avrebbe potuto essere un mezzo straordinario. Ma l’amministrazione è riuscita a fare di peggio, svuotando ed emarginando il centro di aggregazione, fino a celebrarne il de profundis. Pubblichiamo qui di seguito la testimonianza di Giovanna, tratta da http://www.tuoblog.it/ilcastanese

 

 

La testimonianza: “Il danno più grave non sta nel fatto che oggi l’amministrazione Locati chiude La Freccia, ma in quello che nei cinque anni scorsi l’ha svuotata ed emarginata, l’ha destituita dalla sua funzione educativa e divertente”

 

SOTTO ACCUSA – Il sindaco di Cuggiono Giuseppe Locati investito dalle polemiche per la chiusura del centro giovanile La Freccia. Foto tratta da www.ecoistituto.org

 

Che La Freccia fosse destinata a chiudere ce lo aspettavamo, ma non per questo c'è meno amarezza. Cuggiono è stato forse il primo comune del territorio ad iniziare un'attività per i giovani di questo genere, ancora oggi di riferimento per gli enti circostanti. I risultati si erano visti subito in termini di attività, partecipazione e coinvolgimento dei ragazzi, ma anche di recupero di situazioni a rischio. Soprattutto era risultata evidente l'enorme potenzialità del progetto e le sinergie che si sarebbero potute creare con altre attività del paese e del territorio. Tra l'altro Marco Testa allora assessore ai giovani, promotore dell’iniziativa, era riuscito a mettere insieme i migliori fattori per una situazione ottimale: quelle educatrici, quei giovani volontari, quei ragazzi, la collaborazione con l'oratorio, quel luogo, i finanziamenti...

 

La Freccia è partita davvero bene, ma non poteva essere per sua natura un qualcosa di statico. Per continuare a funzionare avrebbe dovuto vedere un ulteriore coinvolgimento di giovani e volontari, alimentare un ricambio virtuoso di ragazzi, essere attiva e propositiva, aperta a nuovi progetti ed esperienze, in continuo contatto con il paese. Avrebbe dovuto seguire i ragazzi col loro ritmo, la loro vivacità ed essere per loro un riferimento stabile ma in evoluzione.

 

Per attuare questo bisognava essere aperti ai giovani, essere consapevoli che il futuro è loro, che sono una parte fondamentale della nostra comunità, credere nelle loro potenzialità. E avere piacere a stare con loro. Marco Testa era un assessore eccezionale in questo senso. Esattamente il contrario di chi ha raccolto il testimone: a mio parere non ha mai capito di avere ricevuto una delle deleghe più importanti di un'amministrazione. Ed è stato riconfermato.

 

Gli amministratori non hanno compreso, o non hanno voluto comprendere, quale piccolo gioiello avessero per le mani, 'hanno svuotato e relegato in un angolo.

 

Quando si sono create situazioni problematiche legate al mondo dei giovani, non hanno capito che strumento efficace avrebbe potuto rappresentare La Freccia, anzi non hanno affrontato i problemi e hanno lasciato che il trascorrere del tempo li facesse passare in secondo piano. Con grave danno per i nostri ragazzi che da un problema avrebbero potuto ricavare una spinta per una riflessione positiva e invece sono stati allontanati, lasciati a loro stessi, e qualcuno addirittura ne è rimasto coinvolto . Nel silenzio più totale.

 

Il danno più grave non sta nel fatto che oggi l’amministrazione Locati chiude La Freccia, ma in quello che nei 5 anni scorsi l’ha svuotata ed emarginata, l’ha destituita dalla sua funzione educativa e divertente, alternativa alla strada o al bar, l’ha scartata quale strumento di prevenzione, ha maltrattato il lavoro e l'entusiasmo dei giovani e dei ragazzi che tanto ci avevano creduto e si erano impegnati.. Vogliono costruire qualcosa a partire dall'asilo? Prima rovinare e buttare qualcosa di attivo, funzionante ed efficace, creare un vuoto pesante, poi iniziare qualcosa d'altro di non ben definito... bah...

 

Giovanna

 

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