a cura di Elisa Fongaro
1 giugno 2008 Perché andare a vedere Francis Bacon?
Chi è abituato a pensare che l’arte contemporanea sia impossibile da capire, ma che soprattutto sia facile da fare (chi non ha mai pensato: “ma questo sarei capace anch’io di farlo”?) di fronte alle opere di Francis Bacon deve ricredersi. Perché? Perché se parlassimo di un taglio di Fontana potrei darvi ragione (nel senso che ci sarebbe tutto un discorso teorico e concettuale da affrontare prima di capire le operazioni dell’artista), se parlassimo di opere di Bacon, per esempio, vi consiglieremmo di iniziare semplicemente a osservarle.
Non vogliamo assolutamente dire che l’operato di Bacon non sia anche di tipo concettuale (elemento fondamentale per un’opera d’arte degna di questo nome), ma vorremmo solo porre l’attenzione sulla forza comunicativa delle sue opere. L’irrequietezza esistenziale di Bacon, il suo malessere, la violenza con cui esprime la propria interiorità sono fattori che denunciano dolori e disagi universalmente riconoscibili. Il dolore del singolo è dolore della società tutta, l’intimo disagio dell’autore è lo specchio dell’inquietudine epidemica della nostra contemporaneità.
Noi tutti possiamo identificarci nelle sensazioni che si producono dalla sola osservazione delle opere: anche senza rudimenti storico-artistici, anche senza conoscere la biografia dell’artista e soprattutto evitando di sentirci inappropriati a un ambiente sofisticamente elitario (a torto) come quello dell’arte. Per capire, tante volte, è sufficiente osservare coi propri occhi e utilizzare le proprie conoscenze (di vita, non scolastiche!) come decifratori delle sensazioni e delle impressioni che abbiamo.
Secondo noi (e con noi tutta la redazione, direttore compreso) l’approccio più giusto all’arte è questo: di avvicinamento senza preconcetti né intellettualistici e compiaciuti tipici dell’esperto, né auto denigratori e arresi di chi si è fatto convincere che istruzione equivale a cultura.
Ci sentiamo inoltre di sottolineare che ora più che mai dobbiamo riscoprire l’arte, come la cultura in genere, quale mezzo di emancipazione da situazioni imposteci dall’alto e, soprattutto, quale strumento di libertà e consapevolezza di noi stessi, di noi italiani e di noi abitanti di un mondo in pieno processo di globalizzazione.
La redazione di “Vi prendiamo a bastonARTE”
Nb: La mostra su Francis Bacon presso il Palazzo Reale di Milano sarà aperta fino al 29 giugno.
Ps: Se poi qualcuno fosse anche disposto a spendere qualche energia in più per capire autori di opere un po’ meno immediate (come il citato Fontana, per esempio), noi siamo qui per condividere anche questo.
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