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Cose che succedono, quando le Procure hanno poco lavoro...
Storace, sotto inchiesta per offese al Capo dello Stato, replica: “Sono indagato per amor di casta”
ROMA (15 OTTOBRE 2007) – Francesco Storace è indagato per l'ipotesi di reato contemplata dall'articolo 278 del codice penale. Il fascicolo è coordinato dal procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara. Sulla procedibilità dell'indagine, secondo l'articolo 278 del codice penale, dovrà pronunciarsi il guardasigilli. Il ministro Clemente Mastella, dopo aver fatto le sue valutazioni, dovrà insomma decidere se si potrà procedere nei confronti di Storace e autorizzare la procura di Roma a indagare. In caso contrario la procura dovrà fermarsi. Le dichiarazioni di Storace, dopo la polemica con la senatrice a vita Rita Levi Montalcini, furono criticate dal presidente della Repubblica. E il senatore de La Destra, proprio in merito a tali critiche, definì “indegno” il comportamento di Giorgio Napolitano. “Napolitano non ha alcun titolo - disse Storace - per dare patenti etiche, la smetta di soccorrere un governo moribondo”. In tutta onestà, se queste dichiarazioni fossero un’offesa, allora metà delle persone citate oggi sul Corriere della Sera potrebbe sporgere querela. Ma la Procura di Roma non la pensa così. E noi prendiamo atto. Storace, comunque, l’ha presa con ironia e ha dichiarato: “Nel nome dell'amor di casta, viva la Procura della Repubblica di Roma”.
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