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Codacons e Adiconsum esultano: "Presto in vigore anche in Italia". Quante parole al vento...

In arrivo da San Marino l'ultima

stronzata: vietato fumare in macchina.

E noi, ovviamente, la copiamo subito

 

TEMPO LIBERO – E' di sicuro colpa del tempo libero! I governanti della più antica repubblica del mondo ne hanno tanto, tantissimo, troppo. Così, non sapendo cosa fare, hanno inventato la norma anti-sigaretta in auto 

di Ersilio Mattioni

REPUBBLICA DI SAN MARINO (4 luglio 2008) – All’inizio sembrava uno scherzo. Invece è tutto vero: San Marino ha varato il nuovo codice della strada che, tra l’altro, prevede una multa di 100 euro per chi fuma in auto. Già di per sé sarebbe una stronzata, ma i governanti della più antica repubblica del mondo sono persino riusciti a fare peggio: la sanzione si applicherà sia al guidatore sia ai passeggeri. Insomma, se siete un fumatore e state viaggiando con un amico, voi non potete fumare e l’amico, se non vi chiede il permesso di accendere la sizza, si becca la multa. Surreale.

 

Ma come faranno i vigili urbani a stabilire se il passeggero ha chiesto o meno l’autorizzazione? Certo, voi potete sempre fare la spia. In questo modo però dubitiamo che il viaggio proseguirebbe sereno. Oppure, tra voi e il vostro amico, c’è complicità. Ne consegue che pure voi potete fumare e, in caso di avvistamento puffi, passerete la sigaretta. Non esiste legge che vieta di fumare due sizze contemporaneamente. E il gioco è fatto.

Rimane, questa normativa, la più grande cazzata sentita negli ultimi anni. Anche perché, a leggere le motivazioni che hanno guidato la mano del legislatore sanmarinese, viene da ridere. Innanzitutto, bisogna perseguire “la tutela della salute pubblica dall'esposizione al fumo di tabacco”. Ma se viaggio da solo, da chi dovete tutelarmi? Da me stesso? E se viaggio con un amico fumatore?

 

Passiamo alla seconda, divisa con rigore in a, b, c: “La sigaretta mentre si guida è legata a tre situazioni di pericolo: l'accensione, la possibile caduta di cenere con rischio di incendio e l'effetto della nicotina a livello neurologico”. Qui non si sa se ridere oppure andare a cercare chi scrive queste cose e prenderlo a calci nel culo. Va beh che c’è libertà di espressione ma offendere l’intelligenza altrui dovrebbe essere un reato.

 

Qualcuno mi spiega perché accendere una sigaretta sarebbe pericoloso? Per chi non fuma o non ha mai fumato, forse. Un fumatore, però, accende la sigaretta con la stessa facilità con cui beve un bicchiere d’acqua. Punto ‘b’: se cade la cenere, c’è rischio di incendio? Oh dico, ma siete fuori o cosa??? E infine la perla delle perle: la ‘c’. Secondo la fantasia perversa del legislatore la nicotina assunta in auto ha effetti a livello neurologico. Ah sì? E se invece fumo a casa mia o seduto sulla panchina dei giardinetti pubblici l’effetto a livello neurologico non c’è? Siamo chiaramente oltre il delirio.

 

In mezzo a siffatto puttanaio in cui chi la spara più grossa vince, non poteva certo mancare il Codacons. Già, l’italica associazione che dovrebbe difendere i consumatori vessati e che invece preferisce lanciare la campagna “fumo al volante, pericolo costante”. Siamo a posto. Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “ci sono 5 secondi di guida cieca all’accensione della sigaretta, in cui un’auto può percorrere decine e decine di metri e generare gravi incidenti”. A parte il fatto che il buon Rienzi potrebbe evitare di portare sfiga, la questione sta in termini del tutto opposti. Un fumatore sa accendere la sizza senza distogliere neppure per un secondo gli occhi dalla strada. Anzi, sarà al limite più attento.

 

Ma allora, perché non vietiamo il navigatore durante la marcia (altro che 5 secondi di guida cieca) o il cellulare (pure con l’auricolare è una distrazione) o la radio (cambiare le canzoni e canticchiare può essere pericoloso)? E vogliamo forse consentire di bere a canna una bottiglietta d’acqua? Ecco, secondo il ragionamento di Rienzi le automobili dovrebbero essere come una cella carceraria da 41bis, ovvero l’isolamento totale che si applica ai mafiosi. E visto che da tempo si discute di rivedere il 41bis (considerato una misura disumana anche per chi si è macchiato di reati gravissimi), è facile prevedere cosa succederà nella nostra repubblichetta dei campanelli: i mafiosi in prigione godranno di condizioni migliori, mentre agli automobilisti applicheremo il 41bis. Avanti così.

 

L’Italia è la nazione dove per affrontare un problema si crea una organismo ad hoc. Poi si creano altri dieci sottorganismi con lo scopo di semplificare il lavoro al primo. Risultato: stipendi d’oro per tutti e problemi sempre irrisolti. Così, dopo il Codacons spunta l'Adiconsum. Cos’è? Boh… Sappiamo che anche questa associazione ha un presidente, Raffaele Caracciolo. E sappiamo che pure lui è interessatissimo alla legge sanmarinese, nella quale dice di aver “colto un’importante novità che andrebbe estesa all’Italia”. E dopo questo pensiero sublime, per profondità e originalità, può calare il sipario.

 

E’ vero, la norma anti-sigaretta in auto è già in vigore in Gran Bretagna, nella città statunitense di Bangor nel Maine e in Canada (solo quando nell’abitacolo ci sono minori di 16 anni). Ma perché, da queste grandi nazioni, dobbiamo copiare sempre o soltanto le stronzate? Potremmo imparare dagli americani e dagli inglesi, per esempio, come applicare il concetto di merito. Oppure potremmo imparare dai canadesi come alzare il livello di vivibilità. No, noi ci dobbiamo per forza distinguere. Avremo le automobili più sane del mondo, ma per la carriera dovremo continuare a farci raccomandare dai politici. Contenti Rienzi e Caracciolo, contenti tutti.

 

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