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Dopo il passaggio in Florida, il punto dagli Stati Uniti d’America: qui le Primarie sono una cosa seria
DEMOCRATICI: HILLARY IN VANTAGGIO SU OBAMA REPUBBLICANI: MC CAIN FAVORITO SU ROMNEY
WASHINGTON (30 gennaio 2008) – Chi scrive, da sempre, è affascinato dalla democrazia americana. Lo è per tanti motivi, elezioni primarie in primis. Negli States, oltre che obbligatorie per legge, le primarie sono una cosa seria: si fanno cioè per scegliere il candidato presidente e si fanno perché, a decidere, siano i cittadini. Sembrerà banale. E invece non lo è affatto, vivendo noi in un Paese dove gli schieramenti o non fanno le primarie (perché hanno deciso, loro, che non servono) oppure le fanno ma a patto che ci sia già un vincitore scritto e certificato. Transeat. O, come dicono nel mio paesello, lasèm perdi... Oggi chiudiamo gli occhi e, magia!, siamo negli Usa, la più grande democrazia del pianeta. Qui è in corso una gara serrata fra i candidati dei due partiti storici, Repubblicani e Democratici. E si è appena votato in Florida, un passaggio cruciale per misurare i valori in campo. Il punto, dunque. John McCain e Hillary Clinton hanno vinto la difficile tappa. C’è subito una precisazione da fare: per un provvedimento punitivo deciso dai due partiti contro la Florida (che aveva autonomamente anticipato le primarie) il voto ha assegnato solo metà dei delegati (57) al vincitore tra i repubblicani e nessuno ai democratici. Qui, però, urge una piccola spiegazione sul funzionamento delle elezioni primarie. I candidati per la Casa Bianca competono, in questa fase delle elezioni, per conquistare la maggioranza dei delegati che decideranno sulla nomination alle rispettive convention (quella dei Democratici si terrà a Denver tra il 25 e il 28 agosto e quella dei Repubblicani a Minneapolis tra l’1 e il 4 settembre). Oltre ai delegati scelti con il voto, esiste una quota di ‘superdelegati’, costituita da senatori, deputati e altri esponenti dei partiti. Alla convention dei Repubblicani parteciperanno 2380 delegati (di cui 463 non eletti nelle primarie) e il numero magico da raggiungere per avere la maggioranza è 1191. Alla convention dei Democratici prendono parte 4049 delegati (di cui 796 ‘superdelegati’). Il numero magico, per i Democratici, è 2025. E veniamo ai risultati parziali dopo il voto in Florida, inclusi i superdelegati già assegnati secondo le proiezioni della Cnn. REPUBBLICANI1) John McCain: 97 delegati 2) Mitt Romney: 74 3) Mike Huckabee: 29 4) Ron Paul: 6 5) Rudy Giuliani: 2
DEMOCRATICI1) Hillary Clinton: 232 delegati 2) Barack Obama: 158 3) John Edwards: 62
Le prossime tappe del votoIl 2 febbraio nel Maine (per i Repubblicani), il 5 febbraio un super martedì con 22 stati al voto, il 9 Febbraio si vota in Louisiana e Kansas (per i Repubblicani) e il 10 febbraio si torna nel Maine (per i Democratici). Infine il 12 febbraio si vota nel Distretto di Columbia, nel Maryland e in Virginia. |