Dopo il voto dell’Europarlamento cade un tabùNUCLEARE, E SE L’ITALIA CI RIPENSASSE?
a cura della redazione di www.ersiliomattioni.it ROMA (25 ottobre 2007) – Il no dell’Italia al nucleare (pronunciato con il celebre referendum nel 1987) non significa che il nostro paese non possa ora guardare alla ricerca. Il dibattito, infatti, è aperto. Di decisioni ufficiali, ben inteso, non ce ne sono ma cresce il fronte di chi pensa che sarebbe utile ricominciare a studiare, anche se alcuni sondaggi confermano l’opinione negativa della maggioranza degli italiani. Un’ulteriore spinta al ripensamento viene dall’Europarlamento che ieri, con una maggioranza schiacciante(509 sì, 153 no e 30 astenuti), ha approvato la relazione sulle fonti e le tecnologie energetiche del tedesco Herbert Reul, esponente del PPE. Secondo la sua relazione l’energia nucleare “è indispensabile per garantire a medio termine il carico di base in Europa”. Oggi è stato lo stesso premier, Romano Prodi, a tornare sul nucleare, sollecitato dalle domande dei giornalisti al termine di un incontro con 28 scienziati italiani esperti di clima, ricevuti a Palazzo Chigi. “Sul nucleare - ha detto Prodi – l’Italia ha preso una posizione molto chiara, assieme alla Germania: non abbiamo scelto il nucleare ma abbiamo scelto di ricominciare a ricercare nell’ambito del nucleare”. Parlare di posizione “molto chiara” appare eccessivo e le parole di Prodi sono, al solito, indecifrabili. Ma è già positivo che, di nucleare, si ricominci a discutere. |