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Il rebus della legge elettorale: uscirà dalle urne una maggioranza stabile? I dubbi

Napolitano scioglie le camere:
si vota il 13-14 aprile
 

POLITICA INUTILE - Ma non sarebbe meglio se restasse vuota?

a cura della redazione di www.ersiliomattioni.it

Roma (6 febbraio 2008) – Il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, ha sciolto le camere questa mattina. L’Italia torna dunque alle urne, a due anni esatti dalle elezioni politiche. L’election day è stato fissato il 13 e 14 aprile, mentre il referendum previsto per maggio slitterà di un anno proprio a causa delle elezioni anticipate. Sappiamo che il capo dello stato non ha preso questa decisione a cuor leggero: è noto che avrebbe preferito indire le elezioni soltanto dopo il varo di una legge elettorale diversa, la quale avrebbe garantito al vincitore una maggioranza stabile per governare 5 anni. Ieri sera, nel salotto di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni, il leghista Roberto Maroni aveva dichiarato di non essere affatto certo che Napolitano avrebbe sciolto il parlamento. Il che aveva riaperto mille congetture su una ipotesi circolata negli ultimi giorni, secondo la quale l’inquilino del Quirinale avrebbe giocato il classico asso nella manica: indire il referendum prima delle elezioni politiche, in modo che la legge elettorale cambiasse in via automatica. Scenario affascinante, certo ai limiti della costituzione. Era fantapolitica. Si vota, dunque. Ma il vincitore avrà una maggioranza abbastanza forte per governare e per decidere? I più ottimisti nutrono dubbi, per i pessimisti la domanda è pleonastica.

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