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Nel capoluogo lombardo l’acqua potabile è pubblica e costa 46 centesimi ogni 1000 litri: la più bassa d'Italia

Milano, un'acqua dieci e lode Assurdo comprarla in bottiglia

 

Le analisi dimostrano che l’acqua in città è sana, oltre che ricca di sostanze organolettiche. Milano, sul fronte idrico, è leader indiscusso. Anche perché, durante l’amministrazione di Gabriele Albertini, si è dotata dei depuratori. Gli impianti ripuliscono 154 milioni di metri cubi di acqua ogni anno

 

 

 

L'ACQUA E' VITA - La fontana dei giardini intitolati a Indro Montanelli a Milano

di Ersilio Mattioni

MILANO (25 febbraio 2011) – Se l’acquedotto dichiarasse guerra alle bottiglie di minerale, dovrebbe battere in ritirata dopo poche ore. Il mercato è lì a dimostrarlo: a fronte di pochi che bevono dal rubinetto, la grande maggioranza compra i pacchi di bottiglioni da un litro e mezzo. Che poi, una volta a settimana, vengono buttati. Destinazione, l’inceneritore più vicino. Di rado, i centri di riciclaggio. Chi vive a Milano però, qualora avesse voglia di informarsi, ha un’alternativa eccellente sotto due aspetti. La qualità, giacché le acque meneghine sono pulite, ricche, sane. E il prezzo che, dati alla mano, è il più basso in Italia e fra i più bassi in Europa.
 

Qualche numero, per farsi un’idea di un quadro da dipingere senz’altro a tinte rosa. Secondo uno studio di Cittadinanzattiva il costo dell’acqua è cresciuto dal 2000 al 2009 del 47 percento. E solo nel periodo dal 2007 al 2008 del 5.4, con una spesa media annua per famiglia pari a 235 euro. Ma il dato trae in inganno, perché si tratta della media nazionale. Ci sono infatti casi allarmanti in 15 città, con le tariffe schizzate alle stelle nel giro di un anno appena: +34.3 percento a Salerno, +31.9 a Benevento, +21.4 a Parma, +10 a Ravenna, +16.1 a Potenza e Matera, +16.3 a Padova, +12.3 a Verona, +15.9 a Lodi, + 13.4 a Cremona, 14.5 a Verbania, +12.8 a Novara, +14.4 a Urbino, +11.5 ad Ancona e +12.1% a Gorizia. E Milano? Incrementi irrilevanti, uno zero virgola qualcosa ogni anno. Tanto che l’acqua potabile in città si paga 46 centesimi ogni 1000 litri.
 

L’aumento esorbitante di un bene primario, il cui prezzo in Italia è sempre stato politico, ha una ragione precisa: l’entrata in vigore della cosiddetta Legge Galli che, dal 2000, ha trasformato l’acqua da pubblica a privata, perlomeno nella gestione. La nuova normativa ha demandato alle regioni la creazione di Ambiti territoriali ottimali (Ato) che in Lombardia coincidono con le province. Dopodiché ogni Ato è stato obbligato a mettere a gara l’intero ciclo integrato delle acque (captazione, erogazione, depurazione). Il che, in altre parole, significa dire addio al vecchio acquedotto di paese o di quartiere. E significa anche che, di norma, a vincere la gara è una società privata. La quale da un lato si fa carica della manutenzione degli impianti e della rete idrica ma dall’altro si riserva un ritocco alle tariffe. Ed ecco spiegati gli aumenti. Il Pirellone, però, ha previsto un’eccezione: Milano. In città nessuna gara è stata fatta e la gestione delle acque è stata affida a Metropolitana Milanese. Prezzi bloccati, dunque. Su MM vigila la politica, finora con mille occhi spalancati, non fosse altro che per ragioni di consenso.


Alla convenienza si aggiunga la qualità. Sono le analisi a dimostrarlo: l’acqua a Milano è sana. Ed è ricca di sostanze organolettiche. Non è raro leggere sui blog tematici opinioni come questa, espressa da tre studentesse: “Beviamo l’acqua del rubinetto da ormai un anno. Ha un buon sapore e anche d'estate è sempre molto fresca. Abbiamo cominciato a farlo per la noia di portare il peso delle cassette, visto che siamo tre ragazze! E alla fine abbiamo scoperto che è davvero buona”. Milano, sul fronte idrico, è leader indiscusso. Anche perché, durante l’amministrazione di Gabriele Albertini, si è dotata dei depuratori che danno benefici all’ambiente, all’agricoltura e al campo energetico. Gli impianti milanesi depurano oltre 154 milioni di metri cubi di acqua ogni anno, comprese quelle che finiscono nel Lambro e poi nel Po. E i parametri di legge vengono ampiamente rispettati.

 

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