Lucky
Luciano e la tentazione di scendere in
politica
con l’Udc: finalmente il grande centro
Moggi: “Mi piace Casini:
è cattolico come me”
 |
|
CATTOLICI DOC – Pierferdinando Casini stringe
la mano a Luciano Moggi: ecco due irreprensibili
cattolici italiani! Ci mancano solo Totò Cuffaro e
Clemente Mastella. Poi può cominciare il poker.
Vista la compagnia però, è meglio giocare a carte
scoperte… |
Pubblichiamo una bella e significativa
intervista a Luciano Moggi. L’ha confezionata Fabrizio Roncone ed è
stata pubblicata sul Corriere della Sera on line. Ci è parsa
interessante per almeno tre motivi. Il primo: se Luciano Moggi
ipotizza di scendere in politica e nessuno ha nulla da obiettare,
vuol dire che l’Italia è ridotta peggio di quanto non si potrebbe
credere. Il secondo: Lucianone dice dio stimare Pierferdinando
Casini perché, come lui, è cattolico. Ecco, qui si ricava un bel
ritratto dei cattolici italiani, quelli dei vizi privati e delle
pubbliche virtù. Il terzo: per Moggi 9 milioni di juventini
equivalgono a 9 milioni di voti, nel caso in cui l’ex dg bianconero
fosse candidato. Altro che Udc, Udeur e Rosa Bianca! Ci voleva Moggi
per dare vita al grande centro. In bocca al lupo a questa povera
nazione dei campanelli.
(Ersilio
Mattioni)
Luciano Moggi,
senta: ma quell'abbraccio, sabato, a Roma, con Pier Ferdinando
Casini?
«Casini è mio amico, e poi aveva fatto proprio un bel discorso.
Pieno di cose serie, nuove, credibili...».
La cosa piuttosto incredibile, se permette, è lei: sotto il palco
di un politico, ad applaudire, in piena campagna elettorale.
«Incredibile? Ma lei ha idea di come sia grave la situazione sociale
ed economica del Paese? E allora, beh, io mi interesso, cerco di
capire, partecipo. Solo chi non mi conosce...».
Sì, certo. Però diciamo la verità. Se lei, l'ex direttore
generale della Juventus radiato dalla giustizia sportiva, con
soprannomi eloquenti come Big Luciano o Lucky Luciano, sospettato
d'essere il gran burattinaio del calcio italiano e con un processo
penale ancora aperto a Napoli, ecco, se lei va ad abbracciare il
gran capo dell'Udc...
«Ero a Roma, ho saputo che Pier Ferdinando aveva organizzato quella
cosa e...».
Solo che lei non fa mai niente per caso. Lei era un semplice
capostazione ferroviario a Civitavecchia. Lei è furbo, geniale,
cinico. Lo ammetta: lei si candida con l'Udc.
«Ah ah ah!...».
C'è da ridere?
«Ha visto il titolo che ha fatto Il Giornale? Hanno titolato, in
prima pagina: "I valori dell'Udc? Moggi candidato"... Sa che
penso?».
Cosa?
«Mi temono. Sono spaventati, terrorizzati dall'idea che io mi possa
candidare. E sa perché?».
Perché la Juventus, in Italia, ha una tifoseria stimata tra i
dodici e i tredici milioni.
«Ecco, appunto: e io ora le aggiungo pure il dato di sondaggio».
C'è un sondaggio?
«Certo. E sa quanti tifosi juventini mi voterebbero?».
Lei ha mandato la Juve in B e...
«Ah ah ah!... Lei sa che io la Juve l'ho fatta vincere, e bene, e
infatti... il 75% dei tifosi mi voterebbe con entusiasmo».
Nove milioni.
«Un bel mucchietto di voti, eh?».
Insomma: si candida o no?
«Non me lo hanno ancora chiesto, ma certo che...».
Quando è diventato amico di Casini?
«Allo stadio Olimpico, a Roma. Sa, lì in tribuna d'onore c'è sempre
un gran passeggio e io e lui ci siamo presi subito. Lo stimo, è una
persona credibile, onesta. E poi...».
È tifoso del Bologna.
«Sì, anche. No, volevo dire che è cattolico, come me».
Già, vero: lei è pure cattolico.
«Non troppo praticante, ma trovo grande forza nella religione».
È andato in pellegrinaggio sulla tomba di Padre Pio...
«E poi persino a Lourdes. Sa, se non avessi avuto una fede profonda,
non sarei riuscito a resistere a tutte le ingiustizie...».
Va bene che ora s'è messo a frequentare le adunate politiche: ma
quando frequentava gli stadi...
«Guardi, io sono diverso da come vengo descritto... Per dire:
adesso, con l'Inter, gli arbitri si stanno comportando esattamente
come si comportavano con la Juve».
Come?
«Elargiscono favori non richiesti. Anche se con la squadra di
Moratti stanno esagerando. Ad esempio, contro la Roma...».
Contro la Roma?
«Una vergogna. L'arbitro doveva espellere l'interista Burdisso e
lasciare in campo il romanista Mexes. Invece ha fatto il
contrario... E poi comunque...».
Comunque?
«No, dico: se io e lei dobbiamo continuare a chiacchierare, possiamo
pure darci del tu... ho una rubrica su Libero, sono un po'
giornalista anch'io...»
Moggi, ho qualche difficoltà.
«Ah ah ah! Ho capito... lei dev'essere un tifoso ancora un po'
arrabbiato... magari è della Roma, eh?».
|