|
Sequestro Moro: l’ex presidente della repubblica scatenato
COSSIGA: “IN MILLE SAPEVANO, MILITANTI COMUNISTI E SINDACALISTI”. USARE LA MAFIA PER LIBERARE MORO? “ME LO PROPOSE UN CARDINALE: ERA NOTA LA VICINANZA TRA DC E COSA NOSTRA”
ROMA (15 NOVEMBRE 2007 ) – Francesco Cossiga, presidente emerito della repubblica italiana, torna sul tormentato caso del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro. E, intervistato ieri dal Corriere della Sera, spara quattro bombe degne del miglior Picconatore. Lo fa con nonchalance, con la serenità di chi ha visto molto e non si scandalizza di nulla, ormai. E’ attendibile il Francesco nazionale? Noi diciamo di sì. In ogni caso, le perle dell’ex Capo di Stato meritano almeno una citazione: quanto alle riflessioni e ai commenti, vedete voi.
La Democrazia Cristiana? “Era nota la sua vicinanza con la mafia”Questa la prima rivelazione di Cossiga che, durante il sequestro Moro, era ministro degli interni. Oggi l’ex presidente delle repubblica chiama in causa Tommaso Buscetta, il pentito di mafia più famoso del mondo. Quest’ultimo, infatti, si chiese perché la Democrazia Cristiana non utilizzasse la mafia per liberare Moro. E perché avrebbe dovuto farlo? Semplice, dice Cossiga, perché “tra la Dc e la mafia c’era una nota vicinanza”. Così, come se dicesse una bazzecola da nulla.
Usare la mafia per liberare Moro? “Mi fu proposto, da un senatore calabrese e poi da un cardinale” Ma non finisce qui. Cossiga riferisce che un senatore calabrese venne a proporgli di contattare la mafia attraverso un emissario. Chi era questo senatore? L’ex presidente della repubblica giura di non ricordare il nome. Ma aggiunge: “La stessa proposta me la fece un cardinale”. Insomma, immaginatevi la situazione: Moro nelle mani delle Brigate Rosse, Giulio Andreotti capo del governo e sostenitore della linea della fermezza e il ministro degli interni Cossiga, anche lui contrario alla trattativa con la Br, che riceveva al Viminale politici e porporati, i quali gli proponevano di contattare la mafia. E viva l’Italia!
Come trovare la prigione di Moro? “I sindacalisti nelle fabbriche e almeno mille attivisti comunisti sapevano dove si trovava. Me lo disse Prospero Gallinari e io gli credo” Cossiga racconta di aver rifiutato l’appoggio della mafia, anche se aggiunge di non escludere “che altri abbiano battuto questa strada”. In ogni caso, come liberare Moro? Secondo l’ex Capo di Stato “almeno in mille sapevano dove le BR lo tenevano”. Cosa?!? E chi erano questi mille? “Sindacalisti, militanti del Partito Comunista, studenti: Me lo disse Prospero Gallinari e io gli credo”. Ne sortisce uno scenario quasi da fantascienza, con lo Stato che non sa dove sbattere la testa, mentre mille o più persone sanno esattamente dov’è.
Gladio, Moro sapeva? “Ovvio. Ne fu il fondatore” Ma Cossiga non aveva paura che Moro, sotto pressione, rivelasse segreti di Stato che avrebbero messo in imbarazzo proprio l’ex presidente della repubblica? Uno su tutti: l’esistenza del servizio segreto denominato Gladio! Cossiga qui supera se stesso: “Gladio? Ma se fu fondata da Moro!”
Gli americani, di concerto con l’italica P2, volevano Moro morto? “Macché. Il Kgb, piuttosto. Cercai di collaborare con la Cia per liberarlo: ci dissero di trattare coi terroristi” Secondo Cossiga crolla anche la pista americana: Usa e P2 d’accordo per eliminare Moro? “La P2 fu una bufala colossale, fatta circolare ad arte dal Kgb”. Al contrario, quando l’allora ministro degli interni cercò la collaborazione dalla Cia, si sentì rispondere che lo Stato avrebbe dovuto “trattare con le BR allo scopo di stanarle”.
Il generale Dalla Chiesa? “Se fosse sopravvissuto sarebbe diventato un senatore socialista e, per volere di Craxi, il ministro degli interni” Cossiga parla anche del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, attivo durante il sequestro Moro. “Il suo referente era Bettino Craxi. Se il generale fosse sopravvissuto sarebbe diventato un senatore socialista e Craxi lo avrebbe fatto nominare ministro degli interni”. Il legame Craxi - Dalla Chiesa è un fatto del tutto inedito. Se l’ex presidente Cossiga dice la verità, bisognerebbe a questo punto riaprire la grande partita dei rapporti tra politica e mafia, togliendo in via definitiva ogni sospetto sull’ex leader socialista e sul suo partito.
E le famose carte di Aldo Moro? “Dalla Chiesa le fece vedere a Craxi e ad Andreotti, non a me. Poi il generale le rimise al suo posto” Il mistero rimane intatto, invece, sulle carte di Aldo Moro, quelle rinvenute nel covo BR di via montenevoso. Cossiga dice che quelle carte passarono nelle mani di Dalla Chiesa e che il generale “le mostrò a Craxi e ad Andreotti. Poi le rimise a posto”. Cossiga, a sua dire, non le vide mai.
Ora che succederà?
In un qualsiasi Paese,
dopo simile dichiarazioni, scoppierebbe il putiferio e quell’imprudente
ex Capo di
|