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La principessa schiava

Autore: Jacqueline Pascarl

Traduttore: Annalisa Carena

Editore: Piemme

Data pubblicazione: 2008

Prezzo: 17,50 euro

 

recensione a cura di Roberta Finazzi

 

Jacquelin, appena diciassettenne, convola a nozze con Bahrin, membro della famiglia reale malese.

Si conoscono a Melbourne. Lui è studente di architettura e lei è reduce da un' infanzia difficile. Jacquelin cerca indipendenza, lavorando dopo scuola come modella e commessa e Bahrin le fa da subito una corte serratissima: pieno d' amore e di attenzioni. Insomma, di tutto ciò che la madre non ha saputo darle calore, protezione, stabilità. J. Fin da piccola veniva violentata dal compagno della madre la quale non faceva nulla per proteggerla. 

Così lei si innamora, follemente. E decide di partire con lui per la Malesia, convinta che avrebbero superato le diversità culturali, ideologiche e tutto ciò che li avrebbe divisi. Infatti in Malesia così come in buona parte dei paesi orientali la donna non ha nessun diritto, è schiava del marito sia fisicamente che mentalmente; deve sottostare ai suoi voleri e contrariamente a quanto avviene in occidente la sua libertà è molto limitata anche nel focolare domestico .Ma una volta lì l' uomo romantico e premuroso si trasforma. Dalla prima notte di nozze la violenta fisicamente e mentalmente, la umilia, la descrive come una donna inutile, una donna soltanto sua, una puttana. Lei sopporta. Spera che Bahrin torni l' uomo che l' aveva stregata. Il resto lo fa l’amore per i figli.

Lui però inizia a tradirla, fino a sposare la sua amante e Jacquelin, dopo anni di sottomissione, trova la forza e il coraggio di andarsene con i bambini. L’incubo è finito? No, Bahrin cova lenta la sua vendetta e quando Jacqueline crede di aver trovato la pace, ecco che di nuovo cade nell'inferno. 

Un libro toccante, soprattutto pensando che la storia si svolge nel nostro tempo: ha inizio negli Anni Ottanta e si protrae fino a metà dei Novanta. Un libro, nel suo genere, superiore a tutti quelli che finora ho letto. Lo consiglio, da leggere e da meditare.

 

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