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INTERVISTA CON MASSIMO SARMI, NUMERO UNO DI POSTE ITALIANE 

Il segreto del successo delle Poste, in Italia e all'estero? "Innovazione tecnologica, competitività e servizi di interesse pubblico"

 

Il manager 62enne, un ingegnere elettronico nato a Malcesine in provincia di Verona, guida le Poste dal 2002 e vorrebbe restarci: "Dipende dagli azionisti, non da me. Però auspico la mia riconferma, perché qui mi trovo benissimo". Ai suoi detrattori, che gli rimproverano di uccidere il mercato, nazionale ed estero, praticando ribassi del 70 per cento, risponde secco: "Cerchiamo solo di essere competitivi. E ci riusciamo, come dimostra la gara che abbiamo vinto in India". Le poste, grazie a un'alleanza strategica, distribuiranno nel Paese asiatico le carte di credito prepagate.
 

 

MANAGER - Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste Italiane, è ingegnere elettronico. Nato 62 anni fa a Malcesine, un paese di 3700 abitanti sull'alto lago di Garda in provincia di Verona, guida le Poste dal 2002 e ha un desiderio: poter continuare a farlo, ancora per molto tempo. "Qui - confida - mi trovo davvero benissimo"

di Ersilio Mattioni

MILANO (5 marzo 2011) E’ stato accusato di uccidere il mercato, in Italia e all’estero, praticando ribassi anche del 70 per cento. Ma lui, l’amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, respinge ogni addebito al mittente: “Cerchiamo di essere competitivi, ecco tutto”. Il manager, che dal 2002 guida le Poste, ha presentato l’altro ieri a Milano, assieme al presidente di Atm, Elio Catania, la card Pay&Go: una tessera elettronica prepagata e ricaricabile che si utilizza per fare acquisti in tutto il mondo, prelevare contanti, comprare via internet e viaggiare sui mezzi pubblici. E ne ha approfittato per fare il punto, anche sul suo futuro. Sarmi, ingegnere elettronico, ha 62 anni. E’ nato a Malcesine, un paese di 3700 abitanti nell’alto lago di Garda, in provincia di Verona. Il suo desiderio? “Dipendesse da me, resterei alle Poste ancora per molto tempo, perché mi trovo benissimo. Ma sono gli azionisti a decidere”.

Sarmi, i suoi detrattori la accusano di voler uccidere il mercato, in Italia e nel mondo, aggiudicandosi gare con ribassi anche del 70 per cento. Come replica?
“Ma non è affatto vero. I capitolati tecnici sono rigorosissimi. Il punto è un altro: c’è un mercato ormai liberalizzato e noi cerchiamo di essere competitivi, ecco tutto”.
 

Però, così facendo, le altre aziende sono obbligate a lavorare sottocosto…
“Non è così. Ci sono regole che noi seguiamo scrupolosamente. Poi dipende dal contesto nel quale ci si trova ad operare. Per esempio, se siamo riusciti a vincere una gara in India (quella per la distribuzione delle carte di credito pre-pagate attraverso la rete di 150mila filiali di cui dispone. Le Poste si sono aggiudicate il lavoro grazie a un’alleanza strategica e sconfiggendo dieci concorrenti, ndr), ciò è dovuto proprio al nostro alto livello di efficienza”.
 

State puntando molto sulle nuove tecnologie e spesso i progetti pilota partono da Milano, perché?
“Perché questa è una città strategica. Lo è per l’innovazione e, di conseguenza, per i servizi di interesse pubblico. Non a caso abbiamo sempre avuto un dialogo con le realtà milanesi, sia quelle pubbliche sia quelle private, cercando di proporre le novità. L’ultima, in ordine temporale, è la card ‘Poste Atm Pay&Go’. Ma ce ne sono state, e ce ne saranno, molte altre”.
 

Partiamo dai servizi già operativi…
“Milano, per fare un esempio, è stata una delle città pilota per la sperimentazione dei free duck, le mini auto elettriche per consegnare la posta nel centro storico. Non solo sono più efficienti ma sono anche ecologiche. Nel grande dibattito sul problema smog e sulla tutela dell’ambiente crediamo di aver dato un contributo importante”.
 

Questa è una città con un alto tasso di immigrazione. Anche gli stranieri possono diventare vostri clienti?
“Lo sono già. E pensiamo che lo diventeranno sempre di più. Non a caso, sempre a Milano, stiamo sperimentando gli uffici dedicati agli extracomunitari, con persone allo sportello in possesso di requisiti da mediatore linguistico e culturale”.
 

E sta funzionando?
“Direi di sì. Ma non ce ne stupiamo. Le Poste, in tutto il mondo, sono un punto di riferimento. Le persone entrano con grande facilità nei nostri uffici e il nostro compito è quello di farle sentire a proprio agio, oltre che offrire servizi mirati”.
 

Servizi mirati, ce ne dica uno?
“Semplice, il telefono cellulare. Ormai non si usa più solo per parlare o mandare messaggi ma anche per effettuare pagamenti e trasferire denaro”.
 

Sarmi, lei è alla guida delle Poste dal 2002. Conta di restarci o vede qualcos’altro nel suo futuro?
“Questo dipende solo dall’azionista. E’ così per tutti i manager. Anch’io rispondo dei risultati”.
 

E in base ai risultati si aspetta una riconferma?
“Lo auspico. Dipendesse da me, resterei alle Poste ancora a lungo, perché qui mi trovo davvero benissimo”.

 

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