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Il 2008 comincia nel peggiore dei modi: strade bloccate, traffico in tilt e cittadini esasperati
DELIRIO ARCONATE: I LAVORI DEL CUNICOLO PARALIZZANO IL PAESE
Il secondo mandato del sindaco Mantovani è molto diverso dal primo: è scomparsa, per esempio, quella proverbiale cura per i dettagli e il paese sembra abbandonato a se stesso. I lavori per il cunicolo (sulla cui utilità ci sarebbe molto da dire) hanno invaso Arconate e circolare è diventato impossibile. Che ne pensa il vicesindaco Monolo, responsabile dei lavori pubblici? Cantieri anarchici, cittadini che macinano chilometri per raggiungere la propria abitazione e una viabilità pazzesca che mostra, ogni giorno, tutti i suoi limiti. Intanto, delle grandi opere promesse (il centro sportivo, il cine-teatro e la casa di riposo) neppure l’ombra.
ARCONATE (11 GENNAIO 2008) – Stiamo rasentando la pazzia. E per mostrarvelo vi spieghiamo cosa succede a chi vuole raggiungere il centro di Arconate. Se il malcapitato arriva da via Beata Vergine, all’altezza del cimitero, la strada è chiusa. Che fa? Gira a destra in via Volta: è l’unica possibilità. Trova un percorso sconnesso, con qualche lavoro qua e là, in ordine sparso. Alla grande rotonda imbocca via della Concordia e in fondo, allo stop, gira a sinistra. A questo punto può percorrere via Roma e arrivare in centro. Sì, peccato che anche via Roma è chiusa: anche lì lavori in corso. E qui le cose si complicano, perché a destra non si può girare e indietro non si può tornare. Beh, l’automobilista gira a sinistra: percorre tutta la via alle scuole e gira in via Piave. In fondo però non può girare a destra e raggiungere la piazza: è senso vietato. Così gira a sinistra e si ritrova sulla via Volta. Siamo da capo: girando a destra si va al cimitero (e abbiamo già detto che la strada è chiusa), mentre girando a sinistra il povero automobilista si trova a ripetere il percorso appena compiuto inutilmente. Soluzione? Se l’automobilista non è un residente, scapperà via prima possibile e poi racconterà in giro che ad Arconate sono tutti pazzi! Errore: quelli che amministrano sono pazzi, gli altri non c’entrano. In questi casi, è sempre meglio distinguere. Se invece l’automobilista è un residente e vuole andare in piazza, ci rinuncerà e preferirà andare a casa. Alla fine avrà percorso dai 3 ai 6 chilometri in più. Ma vi pare possibile?!?!? Eppure è quello che succede ad Arconate, da quando sono partiti a pieni ritmi i lavori per costruire un misterioso cunicolo, quando ancora non si è capito a cosa servirà. Qui entra in gioco il sindaco, l’on. Mario Mantovani. Del quale tante cose si possono dire ma non che non abbia a cuore il suo paese: quel paese che gli ha dato i natali e che l’eurodeputato amministrata nel ruolo di sindaco dal 2001. Nel primo mandato (2001-2006) Mantovani cura Arconate fin nei minimi dettagli. Nel 2006 rivince le elezioni e cominciano i guai: l’amministrazione sembra allo sbando e il vicesindaco Luca Monolo non sembra all’altezza di gestire neppure tre cantieri contemporaneamente, nei quali regna il caos. Risultato: strade bloccate, assenza di segnaletica, deviazioni scarse e parecchio fantasiose (vi diamo un consiglio: quando leggete il cartello ‘deviazione’, fate il contrario: è meglio), traffico in tilt e cittadini incazzati neri che macinano chilometri su chilometri per raggiungere la propria casa. A tutto ciò si aggiunga una viabilità pazzesca e incomprensibile che non ha mai funzionato e che, in queste settimane, sta mostrando tutti i suoi limiti: dal bollino blu (che nessuno ha ovviamente acquistato) al divieto di accesso ai non residenti, dalla piazza chiusa al traffico con i cavalletti in mezzo, ai sensi unici senza logica. Il sindaco Mantovani, d’altra parte, non segue più Arconate come un tempo. È occupato in altre faccende. E il suo delfino, il vicesindaco Monolo? Beh, preferisce occuparsi di improbabili cunicoli (che di tecnologico ci porteranno forse la fibra ottica, mentre in tutta Europa si usa già una tecnologia più avanzata) piuttosto che delle grandi opere promesse: il centro sportivo, la casa di riposo e il cine-teatro. Di tutto questo non c’è neppure l’ombra. |
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