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Pesante strappo in casa Udc: il deputato modenese, dopo anni di militanza, molla il suo leader Giovanardi: “Casini addio! Vado con Berlusconi”
ROMA (27 NOVEMBRE 2007) – Il Partito della Libertà (o Popolo della Libertà) di Silvio Berlusconi miete le prime vittime in casa Udc. Carlo Giovanardi (deputato centrista da svariate legislature, dirigente fra i più quotati della formazione cristiano-democratica, clericale più di un vescovo e stretto collaboratore di Pierferdinando Casini) rompe gli indugi e annuncia il suo ingresso nel nuovo partito di Berlusconi. Lo spiega con una lunga lettera aperta al quotidiano Il Giornale, nella quale Giovanardi scrive: “Il Partito delle Libertà rappresenta di fatto il sogno che aveva nel cassetto e cioè quello di un grande partito popolare, democratico, di ispirazione cristiana, che sappia efficacemente contrapporsi al Partito Democratico”. Poi Giovanardi tesse le lodi della creatura berlusconiana e sfiora il grottesco: “E’ il passaggio dalla monarchia alla repubblica, nel senso che il capo del nuovo partito lo decideranno votando gli iscritti, senza rendite di posizione, neppure per Berlusconi”. Infatti è veramente difficile immaginare, in caso di elezioni primarie nel centrodestra, come finirà. Già, il dubbio è se Berlusconi prenderà il 99 percento dei voti oppure il 99,5... E andiamo, Giovanardi! Ma l’onorevole Udc ci crede. O fa finta di crederci. Invita quindi Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini a seguire il suo esempio. Poi invita tutti a Modena, nella sua terra, il primo dicembre. In quell’occasione il deputato ribelle interverrà alla riunione nazionale dei Popolari-liberali dell’Udc. E chiederà agli ‘agli amici’ di sottoscrivere la sua proposta, quella di entrare da subito a far parte della costituente del nuovo Partito del Popolo delle Libertà. |