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In una nota congiunta i leader di An e Udc

attaccano Berlusconi: sei un populista!

Fini e Casini dichiarano guerra a Silvio: è la resa dei conti

 

 

di Ersilio Mattioni

 

ROMA (23 novembre 2007) – Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini dichiarano guerra a Silvio Berlusconi. Lo fanno senza mezze frasi e con toni da crociata, mettendo tutto nero su bianco e affidando alle agenzie di stampa il loro pensiero, perché giunga agli italiani nel modo più chiaro possibile. I due leader definiscono il nuovo partito lanciato da Berlusconi “una sortita populistica”, frutto di “improvvisazione propagandistica”. Uno scenario inimmaginabile fino a qualche giorno fa: il centrodestra sembrava tornato granitico e i suoi leader sembravano pronti, in nome dell’unità, a sacrificare persino le loro legittime ambizioni. E’ storia, ormai. Oggi la cronaca racconta di una nota congiunta, firmata da Fini e Casini, che non lascia dubbi alle interpretazioni. Silvio, per ora, non se ne cura. Sa di godere di una popolarità mai così alta. E tira dritto. Il 30 novembre incontrerà Walter Veltroni e gli chiederà di cambiare la legge elettorale. Per far cosa? Semplice, per lasciare che siano solo i due partiti più grandi (Forza Italia e il Partito Democratico) a giocarsi la vittoria alle prossime elezioni. Veltroni sarà tentato dall’offerta: si libererebbe della sinistra radicale. Ma è impossibile sapere come finirà. Gli altri – tutti gli altri, a destra e a sinistra – non staranno con le mani alzate in attesa della fucilazione. Fini e Casini l’hanno già capito. E sono corsi ai ripari. Umberto Bossi, che ha capito più di loro, tace e aspetta.

 

Ci sembra utile pubblicare integralmente la nota dei leader di An e Udc, senza commenti. Ecco il testo: “La gravità della situazione italiana impone di elaborare progetti che nulla hanno a che fare con la improvvisazione propagandistica né con estemporanee sortite populistiche. Il rispetto per il popolo del centro e della destra, rappresentati in Parlamento dall’Udc e da An, ci obbliga al dovere della verità e della serietà: abbiamo idee diverse sulla riforma della legge elettorale ma comune consapevolezza che solo partendo dai problemi degli italiani (sicurezza, giustizia sociale, modernizzazione del paese, fisco, energia) sarà possibile creare un’alternativa credibile al fallimentare governo della sinistra”. Firmato: Gianfranco Fini (leader di An) e Pier Ferdinando Casini (leader Udc).

 

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