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Diminuzione del 50 percento sull'indennità per gli assenteisti Europarlamentari fannulloni Soltanto tre italiani fra i cento deputati più presenti a Strasburgo
Strasburgo (3 maggio 2009) – La metà degli eurodeputati più assenteisti è italiana, 18 è il numero dei nostri rappresentanti a Strasburgo inattivi, il cui indice di attività è zero, e solo tre nostri connazionali sono tra i cento deputati più presenti al parlamento europeo. È quanto emerge dai dati forniti da una ricerca (privata) eseguita da Flavien Deltort, un giovane assistente, che in passato ha lavorato con Marco Pannellla. Deltort ha raccolto tutti i dati dai documenti ufficiali a disposizione con l'intento di pubblicarli on-line per consentire ai cittadini dell'Unione Europea di valutare i propri rappresentanti a Strasburgo e Bruxelles in vista delle prossime elezioni. Un lavoro minuzioso e interminabile volto a compensare l'esitazione da parte del Parlamento nel fornire i dati sulle presenze. Il 14 gennaio 2009, l'assemblea europea si era infatti impegnata, su proposta del radicale Marco Cappato, a “varare, prima delle elezioni europee del 2009, un piano d'azione speciale per assicurare sul proprio sito web una maggiore e più agevole disponibilità di informazione”. Si trattava tuttavia solo di una dichiarazione di intenti dato che, agli sgoccioli delle elezioni, non è stato ancora concluso nulla. Data l'assenza di ufficialità, bisogna maneggiare con prudenza questi dati; la sostanza delle cose è, tuttavia, inequivocabile. L'Italia, infatti, pur avendo 78 seggi, come la Francia e l'Inghilterra, conta solo sei rappresentanti nella classifica dei 250 deputati più presenti nelle varie commissioni, contro i 26 della Gran Bretagna e solo tre parlamentari sono tra i cento più assidui, Kusstatscher, Francesco Ferrari e Pasqualina Napoletano.
È questo uno dei motivi per cui il
Parlamento europeo ha introdotto nuove regole che riguardano, oltre
alla riduzione degli stipendi, anche una diminuzione dell'indennità
del deputato troppo assenteista. Coloro che partecipano a meno della
metà delle sedute di un anno parlamentare (da settembre a agosto)
senza giustificare le proprie assenze subiranno una perdita del 50
percento sul risarcimento delle spese. |