Marini incontra
Veltroni e incassa il sì scontato del PD ma
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SENZA SCAMPO – Dopo il no di Berlusconi, al presidente del senato Marini restano davvero poche possibilità di far nascere un nuovo governo: la disponibilità di Veltroni non è servita a nulla |
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a cura della redazione di www.ersiliomattioni.it
ROMA (4 febbraio 2008) – “Dialogo sì, ma solo dopo le elezioni”. Con questa dichiarazione Silvio Berlusconi ha chiuso la porta a ogni ipotesi di governo per le riforme. Non ha cambiato idea, il cavaliere. E lo ha detto nel primo pomeriggio di oggi a Franco Marini: “Tornare alle urne non è una tragedia né un salto nel buio”. A nulla sono valsi appelli del Partito Democratico: Walter Veltroni, anche lui oggi a colloquio con il presidente del senato, ha detto sì a un governo di larghe intese, della durata di tre mesi e allo scopo di riscrivere la legge elettorale. Ma questa disponibilità, dopo il no di Berlusconi, corre il rischio di servire poco o nulla.
Nel pomeriggio Marini incontrerà i presidenti emeriti della Repubblica: Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro e Francesco Cossiga. E’ però difficile ipotizzare che a questo punto si riesca a trovare una soluzione alla crisi. E’ anzi probabile che il presidente del senato sia costretto a rimettere il mandato nelle mani del capo dello stato. Giorgio Napolitano, suo malgrado, sarebbe costretto a scegliore le camere e indire nuove elezioni. Si ipotizza anche una data: il 13 aprile 2008.