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Muore un tifoso laziale, colpito per errore da un poliziotto
CALCIO VIOLENTO, SOLITA PANTOMIMA ITALIANA: OGGI TUTTI STRILLANO, DOMANI SARA’ TUTTO DIMENTICATO
a cura della redazione di www.ersiliomattioni.it
AREZZO (11 novembre 2007) – Ennesima tragedia legata al mondo del calcio. Questa volta la vittima è un tifoso laziale di 28 anni, ucciso da un colpo di pistola partito dall’arma di un agente. La polizia era intervenuta per sedare gli scontri tra laziali e juventini in un autogrill vicino ad Arezzo. Il tifoso laziale ucciso si chiama Gabriele Sandri, aveva 28 anni ed era noto per il suo ruolo di dj in una radio locale del litorale romano.
Intanto, si ricomincia a parlare di pene più severe, di tolleranza zero, di vietare le trasferte ai tifosi, di sospendere il campionato di seria A. Alla fine, come sempre, non succederà nulla: troppi interessi, economici in primis, impediscono alla politica di prendere decisioni serie e drastiche sul tifo. In Inghilterra, invece, lo fecero eccome, proibendo alle squadre britanniche di prendere parte alle coppe europee per cinque anni. Servì, in effetti. E la situazione tornò sotto controllo.
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