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Prodi e Berlusconi l’avevano eliminata in due tranche ma oggi il leader del Carroccio fa retromarcia

 

 

Bossi: "Rimetteremo l'Ici ma

 

 

i soldi restino tutti ai comuni.

 

 

 Questo è federalismo"

 

 

Umberto Bossi, leader della Lega Nord e ministro per le riforme, ha proposto di reintrodurre l'Ici, l'imposta sulla casa abolita in due tranche prima dal governo Prodi e poi da quello Berlusconi

(Tratto da www.ansa.it)

PONTE DI LEGNO (Brescia), 16 agosto 2008 - Umberto Bossi ha tutta l'intenzione di far tornare in vita l'Ici, l'imposta comunale sulla casa che il suo governo, come aveva promesso Silvio Berlusconi, ha abolito lo scorso maggio fra le proteste dei Comuni. Con Giulio Tremonti, che Bossi potrebbe incontrare oggi, e con Silvio Berlusconi, che gli ha telefonato ieri sera per un breve saluto, ancora Bossi non ne ha parlato ma la sua intenzione è chiara. "L'ici la rimetto": ha detto ai giornalisti in nottata a Ponte di Legno dove sta trascorrendo qualche giorno e dove ieri sera ha tenuto il tradizionale discorso di Ferragosto. "I cittadini - ha aggiunto - se le tasse vanno ai loro Comuni sono disposti a dare perché vedono i risultati: strade, aiuole". Per Bossi è essenziale passare da un sistema di finanza derivata, in cui è lo Stato a dare i fondi agli enti locali, a una forma di "autonomia finanziaria", in cui gli enti locali prendono direttamente le tasse. E fra le imposte l'Ici è "l'unica autofinanziaria".

 

La Lega non si è opposta al momento dell'abolizione ma, spiega, perché "non si poteva certo far cadere il governo per questo". L'autonomia finanziaria è uno dei principi che sarà contenuto nel progetto di federalismo fiscale che il ministro delle Riforme sta preparando. E probabilmente su questo un primo momento di confronto ci sarà alla Festa nazionale del Pd a Firenze quando Bossi avrà un faccia a faccia con Sergio Chiamparino, il sindaco di Torino che è ministro ombra del Pd per le Riforme, che dopo l'abolizione dell'Ici aveva chiesto di trovare un modo per garantire ai Comuni proprio l'autonomia finanziaria. Il suo incontro con Tremonti servirà anche per prepararsi all'incontro fiorentino, a cui parteciperà anche il ministro dell'Economia in un faccia a faccia con Pierluigi Bersani. "Bisogna dare a ciascuna istituzione l'autonomia finanziaria", ha incalzato il capo della Lega Nord questa notte, in una delle sue lunghe chiacchierate all'hotel Mirella in cui ha parlato anche di immigrazione, invio di truppe in Georgia, legge elettorale per le europee (che "va fatta entro un mese"). Visto che le Regioni si occupano dell'Industria il ministro pensa per le Regioni anche a una tassa che riguardi la produzione (ma non l'Irap che "é brutta") per poi investire ad esempio "nelle fiere", cioé per aiutare le stesse imprese ad essere competitive. Non vuole però sentir dire che la Lega aumenterà le tasse.

 

"Il federalismo - ha aggiunto - è la riduzione delle tasse". Il fatto che i finanziamenti alle Regioni, ha spiegato Bossi, per quello che fanno non sarà più basato sulla spesa storica (cioé su quello che ciascuna paga i vari servizi) ma sul costo standard (cioé sulla media di quanto una prestazione costa nelle diverse regioni) permetterà di risparmiare. "Se un ragazzo a scuola costa 10 lire in media - ha sottolineato - si danno a tutte le regioni 10 lire: non ci possono essere Regioni che pigliano di più e Regioni che pigliano di meno". Di questo aspetto del federalismo fiscale, Bossi ha parlato anche durante il comizio dove non si è dimenticato della scuola anche se, sull'idea lanciata dalla parlamentare Paola Goisis di eliminare le medie e fare sei anni di superiori, ha preferito non commentare. "Prima - ha spiegato - le cose le misuro".

 
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