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ARCONATE, 7 GENNAIO 2010

 

UNA PROPOSTA DA DISCUTERE: INTERVISTA A ERSILIO MATTIONI

"Ad Arconate una via per Bettino Craxi, a dieci anni dalla sua morte"

 

SULLA TOMBA DI BETTINO CRAXI - Ersilio Mattioni, nel 2007, in visita alla tomba di Bettino Craxi nel cimitero cristiano di Hammamet

L'INTERVISTA CON BOBO CRAXI - Ersilio Mattioni discute con l'onorevole Bobo Craxi: dal riformismo italiano e all'eredità di Bettino Craxi

a cura della redazione

 

ARCONATE (7 GENNAIO 2010) - La proposta è di quelle che faranno discutere. E che, c'è da scommetterlo, divideranno l'opinione pubblica. Il direttore del nostro sito, Ersilio Mattioni, in quest'inizio 2010, propone di dedicare una via a Bettino Craxi, nel decennale della sua morte.

 

Direttore, perché dedicare una via a Bettino Craxi?

"Per ricordare un uomo di Stato, un riformista, un politico lungimirante, uno dei pochi che ebbe, per l'Italia, un'idea e un progetto innovativi".

 

Qualcuno potrebbe dirle che era corrotto...

"Era la politica ad essere corrotta, ben prima di Craxi. In questo Paese i due più grandi partiti, la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, incassavano finanziamenti irregolari e illegali fin dal primo dopoguerra rispettivamente dagli Usa e dall'Urss. La colpa di Craxi fu di mettersi a giocare con regola truccate, non di aver truccato il gioco".

 

Ma Craxi fu condannato. Perché dovremmo dedicargli una via?

"Anche gli altri furono condannati, perché tutti erano parte di un sistema malato. Eppure gli altri, a destra e a sinistra, sono ancora tutti lì. La verità è che si fece di Craxi un capro espiatorio per poi mettere il sistema politico in una gigantesca lavatrice, grazie alla quale tutti si riciclarono".

 

Insomma, tutti colpevoli nessun colpevole?

"Certo che no. Dico però che, a sedici anni da Tangentopoli, è venuto il momento di leggere gli eventi in modo meno emotivo. Non credo che sarebbe saggio buttare via un'intera stagione politica soltanto perché ci fu una diffusa corruzione. Quella stagione fu molto altro e Craxi ne fu un interprete straordinario".

 

Quali meriti ebbe Craxi?

"L'abolizione della scala mobile, la firma del concordato, una politica estera lungimirante (l'Europa di oggi è anche frutto di quella politica), coraggiosa e indipendente, pure di fronte agli Stati Uniti d'America. E poi non dimenticherei l'ingresso dell'Italia nel G7 e una politica economica che, di fatto, annullò l'inflazione. Potrei continuare..."

 

Continui allora...

"Craxi, prima di essere presidente del consiglio, nel ruolo di vicesegretario del Psi, aiutò (finanziandoli economicamente) i partiti socialisti greco e cileno, oppressi dalle dittature. Craxi, in anni in cui la politica italiana era stretta fra due blocchi conservatori, indicò quella terza via (il riformismo) alla quale oggi tutti si richiamano".

 

Ma perché una via intitolata a Craxi proprio ad Arconate?

"Intanto, spero di aver chiarito quali meriti ebbe Craxi. E anche di aver chiarito che Craxi non fu solo Tangentopoli. Perché ad Arconate? Per due ragioni. La prima, perché Arconate è il mio paese. La seconda, perché sono convinto che il sindaco, il sen. Mario Mantovani, sia sensibile all'idea di rileggere un periodo storico in chiave meno emotiva e più approfondita".

 

Sta facendo un appello al sen. Mantovani?

"Certo. Ad Arconate tante vie sono state cambiate, sempre per ragioni che hanno a che fare con la storia e spesso con la storia contemporanea. Penso, solo per fare due esempi, a via IX Novembre 1989 oppure a via 11 Settembre 2001. Io però non propongo soltanto di dedicare una strada a Bettino Craxi".

 

Cosa propone allora?

"Propongo di intitolargli un luogo del paese, strada, piazza o giardino che sia: discutiamone. E propongo di organizzare un convegno sulla figura di Craxi e su quegli anni, un dibattito a più voci, in modo che se ne parli e in modo che ognuno porti la propria testimonianza".

 

E il Pd cosa ne pensa?

"Non lo so, né cosa pensi Mantovani né cosa pensi il Pd. In ogni caso, credo che il Pd sarà favorevole, dal momento che Piero Fassino ha dichiarato di voler mettere Craxi nel Pantheon dei modelli di riferimento del Partito Democratico".

 

Ha già in mente un luogo?

"Sì, più di uno. Ma non vorrei affrettare i tempi. Vorrei piuttosto che si sviluppasse un dibattito. Da parte mia, sto coinvolgendo ex socialisti e nuovi riformisti attorno al progetto. Vediamo cosa ne viene fuori".

 

Non sono soltanto i nostalgici quelli favorevoli?

"Affatto. Sono favorevoli tutti quelli, giovani e meno giovani, che hanno studiato e sono affascinati dal pensiero riformista".

 

Torniamo a Craxi. Perché scappò ad Hammamet invece di farsi processare?

"Perché temeva un processo sommario. Del resto, quelli erano anni in cui si arrestava la gente con una facilità impressionante. I giudici di Milano scoperchiarono certo una corruzione gigantesca, anche se non si possono dimenticare le decine, forse centinaia, di leggerezze e di errori giudiziari. E poi, mi resta sempre un dubbio".

 

Quale?

"Ma se l'intero sistema politico era corrotto, perché le indagini spazzarono via soltanto la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista? Tolta la Lega Nord (nata in quegli anni come movimento antisistema) e i radicali (gli unici a giocare la partita senza truccare), perché il Partito Comunista fu appena sfiorato dalle indagini milanesi?"

 

Già, perché?

"Davvero, non so rispondere".

 

Tornando alla via Bettino Craxi ad Arconate, è ottimista?

"Lo sono, senza esagerare".