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Riprende l'attività amministrativa: ecco i tre argomenti che infiammeranno l'autunno Settembre ad Arconate, ecco l'agenda politica: piazza, viabilità, palazzo Taverna, scuola materna
ARCONATE (1 settembre 2008) – Settembre, si ricomincia. L'agenda politica arconatese si prevede fitta per l'autunno. Sono almeno tre i problemi che andranno affrontati e, ci auguriamo, risolti. Il primo è palazzo Taverna e la sua storia da romanzo, con una trattativa bonaria in corso che potrebbe scrivere la parola 'fine' su una vicenda che attanaglia il paese dal 1987. Il secondo riguarda la piazza e la nuova viabilità, con la conclusione di una sperimentazione che qualcosa dovrebbe aver insegnato e che, a nostro parere, richiede qualche correttivo. Il terzo riguarda la scuola materna, una struttura ormai insufficiente ad accogliere tutti i bimbi arconatesi: sarà dunque giocoforza trovare una soluzione.
PARTIAMO DALLA PIAZZA,
dove non c'è molto da dire se non (è il tema dell'articolo
pubblicato a destra) che la chiusura totale non sta funzionando: in
troppi non rispettano il divieto di transito. Che fare? Semplice:
prendere una decisione. Per esempio: consentire il doppio senso di
marcia in via XXIV maggio e limitare la chiusura alla zona centrale
di piazza Libertà. E' una proposta. Nulla di più. Sulla viabilità è
ancora presto per pronunciarsi, anche perché i nuovi sensi unici non
sono ancora entrati tutti quanti in funzione. Personalmente,
nutriamo forti dubbi sul senso unico di via Volta: la strada è più
utile a doppio senso ed è larga a sufficienza. In ogni caso, la
sperimentazione è in fase di svolgimento. In autunno si potranno
fare le prime valutazioni.
PALAZZO TAVERNA invece è
un tema caldo, caldissimo. La storia della storica villa è complessa
(chi volesse approfondirla può
cliccare qui) e
comincia nel 1987, quando l'ultima amministrazione democristiana di
Arconate rinuncia all'acquisto del palazzo che finisce nelle mani de
Le Ginestre srl. La sinistra, che nel 1988 vince le elezioni, apre
una trattativa con i nuovi proprietari ma qualche anno dopo decide
di espropriare il palazzo. Siamo nel 1991. Da allora il nostro
comune e Le Ginestre sono in causa. Il Tar della Lombardia si è
pronunciato con una sentenza poco lusinghiera per la pubblica
amministrazione: per il tribunale amministrativo regionale
l'esproprio del '91 fu illegittimo: in pratica il comune non ha
dimostrato di avere ragioni sufficienti per spogliare Le Ginestre
del bene immobile. Ad oggi non si conoscono i dettagli economici
(cioè quanto costerebbe agli arconatesi il risarcimento danni) né si
conosce il parere del consiglio di stato, al quale l'amministrazione
comunale ha fatto ricorso. L'unica cosa certa è la decisione del
senatore Mantovani e della sua giunta di aprire una trattativa
bonaria con i proprietari di palazzo Taverna, trattativa bonaria
condivisa anche dal gruppo di opposizione (che nel programma
elettorale del 2006 aveva scritto la stessa cosa). La nostra
opinione è da sempre la stessa: scrivere la parola 'fine' su un
contenzioso che avvelena il clima politico da ventuno anni è un
dovere morale nei confronti dei cittadini di Arconate. Il problema è
il modo: se la trattativa bonaria è la soluzione indicata da tutti,
che tipo di trattativa è accettabile? Il discorso si fa economico. E
qui girano cifre da capogiro. Già, perché se parliamo di 3-4 milioni
di euro, allora significa rinunciare a trattare accettando in toto
le condizione de Le Ginestre. Se invece si attribuisce un senso al
verbo trattare, allora cambia tutto: trattativa è sinonimo di
intesa; intesa vuol dire mettersi d'accordo; mettersi d'accordo è
come dire che entrambe le parti ricevono un vantaggio. Traduzione?
Un milione, un milione e mezzo di euro e si chiude la partita. Che
poi questo denaro sia pagato in soldi, in immobili o in terreni,
poco importa. Insomma, la vicenda di villa Taverna è prossima alla
soluzione. Il passo decisivo lo farà il senso di responsabilità
delle parti in causa. A questo punto è vietato scherzare: la
pubblica amministrazione (il sindaco, gli assessori, i consiglieri
di maggioranza e di opposizione) dovrebbe agire compatta, mentre Le
Ginestre dovrebbe semplicemente non esagerare con le pretese.
LA SCUOLA MATERNA, da
ultimo, è un tema più annoso di quanto non si creda. L'attuale
struttura non riesce ad accogliere tutti i bambini di Arconate e più
passa il tempo, più il problema si acuisce. Proposte in campo? Sì,
tre. La prima: ampliare l'edificio esistente. Bocciata. Troppo poco
lo spazio. Si ricaverebbe, con una spesa ingente, appena una classe
in più. E tra qualche anno saremmo daccapo. La seconda: i soci
dell'ente morale vendono l'immobile, comprano un'area e costruiscono
un altro asilo, magari con qualche aiuto da parte della pubblica
amministrazione. Possibile. I dubbi riguardano i costi che
potrebbero essere non sostenibili. La terza: l'amministrazione
comunale costruisce una nuova scuola materna. Sarebbe statale,
quindi il comune non sosterrebbe più i costi di gestione. E visto
che l'attuale asilo costa 100mila euro all'anno che il comune passa
all'ente morale in base alla convenzione vigente, quegli stessi
soldi pagherebbero il mutuo per la costruzione della nuova scuola
materna.
IN CONCLUSIONE, l'autunno
politico ad Arconate si annuncia complicato. D'altra parte il
compito della politica è questo: risolvere i problemi. Meglio se con
soluzioni condivise, soprattutto rispetto alle grandi questioni che
investono la vita di tutti i cittadini e che richiedono, da parte
della maggioranza e dell'opposizione, uno sforzo comune pur nel
rispetto delle reciproche differenze. |
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