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Arconate, 16 luglio 2009
L'INTERROGAZIONE
PARLAMENTARE DELLA SINISTRA PER CONTESTARE IL TERZO
MANDATO DI MANTOVANI VIENE RESPINTA AL MITTENTE
Avevano scomodato l'ex
ds Emanuele Fiano, il quale aveva presentato
un'interrogazione al ministro degli interni, Roberto
Maroni, contestando la possibilità da parte di
Mantovani di potersi ricandidare a sindaco per la
terza volta. Risultato: era tutto legittimo, perché
la legge è chiarissima. Il Pd impari a battere gli
avversari sul campo, non con le carte bollate
ARCONATE (16 luglio 2009) - C'è da ridere. Ma ci sarebbe da piangere. Ve la ricordate la polemica della sinistra sul terzo mandato di Mantovani? Piccolo ripasso. Nel novembre 2008 (quando non sono ancora trascorsi due anni, sei mesi e un giorno dall'inizio della seconda amministrazione Mantovani) i consiglieri di maggioranza annunciano le proprie dimissioni. Il motivo? Lo scrivono nero su bianco e lo recapitano in tutte le famiglie arconatesi: provocare lo scioglimento del consiglio comunale e consentire così al senatore Mantovani di potersi ricandidare a sindaco per la terza volta, aggirando la legge che permette soltanto due mandati consecutivi. Molte furono le reazioni.
AREA LIBERAL CRITICA MA
REALISTA - Area Liberal ritenne le dimissioni
(con il conseguente commissariamento del paese per
sette mesi) un fatto del tutto sconveniente, oltre
che un danno per Arconate. La critiche furono però
interamente politiche, perché la legge elettorale è
chiarissima: non entra nel merito dei motivi delle
dimissioni, le quali vanno considerate una scelta di
libertà dei consiglieri di maggioranza, scelta sulla
quale decidono gli elettori.
SINISTRA SCATENATA - La
sinistra arconatese, invece, si scatenò. Cominciò
Angelo Borsa, ex capogruppo di opposizione, a
sostenere che Mantovani non avrebbe potuto
ricandidarsi. In base a cosa? Semplice, in base alla
sua personalissima interpretazione della legge. Il
sottoscritto gli fece notare il contrario ma Borsa
(campione del diritto fai da te) non volle sentire
ragioni. Il Pd gli andò dietro, portando il caso in
parlamento.
L'INTERROGAZIONE
PARLAMENTARE DEL PD - Il Pd arconatese si affidò
al parlamentare ex ds, Emanuele Fiano. Il quale
presentò un'interrogazione al ministro degli
interni, Roberto Maroni. La domanda si può
riassumere così: Mantovani, presentandosi per la
terza volta a sindaco, viola nello spirito e nella
sostanza la legge elettorale? Sorvoliamo su un fatto
tutto italico, cioè che la risposta del governo è
arrivata pochi giorni fa, quando le elezioni sono
passate da oltre un mese. Va beh, il calendario dei
lavori parlamentari sarà pure intasato, ma un po'
più di serietà sarebbe gradita...
LA RISPOSTA DEL GOVERNO - Siamo all'oggi. Il governo risponde in aula per
bocca del sottosegretario Michelino Davico. E, come
volevasi dimostrare, comunica che c'è una sola
interpretazione della legge: se le dimissioni della
metà più uno dei consiglieri comunali avvengono in
maniera contestuale e prima della metà di un mandato
amministrativo, allora è come se quel mandato non
esistesse. Di conseguenza, se quel sindaco sta
svolgendo il secondo mandato, può ricandidarsi per
la terza volta.
RAGAZZI, ANDATE A CASA CHE
E' MEGLIO! - Non c'era bisogno di scomodare il
parlamento italiano per sapere una cosa del tutto
ovvia: bastava ascoltare Area Liberal. Scherzi a
parte. Il problema è serio: siamo di fronte a una
sinistra che, incapace di battere il proprio competitor sul campo, cerca di impedirgli di
giocare. Sarebbe come se una squadra di calcio,
consapevole di essere più debole, cercasse di
mettere fuori uso il portiere e l'attaccante dei
propri avversari. Invece dovrebbe soltanto comprare
giocatori migliori oppure allenarsi di più per
diventare più forte. Allo stesso modo, la sinistra
arconatese deve cercare di crescere, di liberarsi
dai fantasmi del passato, di capire perché ha così
poco appeal sulla gente. Forse è chiedere troppo a
chi non sa neppure accettare il risultato delle
elezioni, a chi fa politica con le carte bollate e
con i ricorsi. In questo periodo, però, siamo
prodighi di buoni consigli. Eccone uno per il Pd
che, ultimamente, non ne azzecca una neppure per
sbaglio: ragazzi, andate a casa che è meglio!
AH, UNA POSTILLA - Se la sinistra arconatese è conciata così, la colpa è tutta della sua classe dirigente. Diamo uno sguardo al territorio (che vota al 60-65% centrodestra): notiamo che ci sono stati e ci sono diversi comuni governati dal centrosinistra. Perché? Perché non tutte le sinistre sono uguali: ci sono quelle ragionevoli, ci sono quelle un po' svalvolate. A noi è toccata la seconda. Pazienza. Ce ne faremo una ragione.
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