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ARCONATE, 20 FEBBRAIO
MANTOVANI: "RESIDENZA PER ANZIANI SULL'AREA MERCATO" Casa di riposo, il Pd all'attacco: "Vogliamo un referendum". Area Liberal d'accordo: "Decidano gli arconatesi"
REFERENDUM - Il capogruppo del Pd (Peppo Rolfi, a sinistra) chiede un referendum sulla casa di riposo, mentre il sindaco (il sen. Mario Mantovani, a destra) vorrebbe la residenza per anziani sull'attuale area mercato, come scritto nel suo programma elettorale. Ersilio Mattioni (Area Liberal) si dice d'accordo con il progetto, pur condividendo l'idea della consultazione popolare, come momento di democrazia
ARCONATE (30
OTTOBRE 2010) -
La storia, più spesso di quanto non si possa
credere, si ripete. Anche quella politica. Così ad
Arconate, in queste settimane, si torna a parlare di
una casa di riposo per anziani da edificare
sull’attuale area mercato di via 11 Settembre, già
via Silvio Pellico. Ma contro tale progetto,
approvato dall’amministrazione del sindaco Mario
Mantovani, il Pd alza le barricate e promuove un
referendum. Le opposizioni, nel corso di
un’assemblea pubblica, hanno chiarito “di essere
favorevoli alla casa di riposo, però assolutamente
contrari alla sua collocazione in uno spazio che il
Comune comprò (agli inizi degli Anni Novanta, ndr)
per farne un parco pubblico e un parcheggio, l’unico
polmone verde nel centro storico”. Di una residenza per anziani su quella che molti arconatesi ricordano come area ex Bocca, dal nome dei vecchi proprietari, si era già parlato di dieci anni fa. Sindaco era Luciano Poretti che, trattando l’acquisizione bonaria di palazzo Taverna con la società immobiliare Le Ginestre srl, si misurò con la proposta dell’operatore privato: cessione della storica villa in cambio dell’area di via Silvio Pellico per costruire una casa di riposo.
All’epoca il senatore
Mantovani era un imprenditore, coinvolto
nell’operazione su richiesta della stessa società
immobiliare. Operazione che, tuttavia, non andò a
buon fine, anche perché l’allora opposizione di
centrosinistra definì la scambio di aree “un
baratto” e promosse una raccolta firma che arrivò a
superare il numero di voti ottenuti
dell’amministrazione Poretti. Ne sono cambiate di
cose dall’anno 2000. Eppure la struttura per anziani
non autosufficienti, un servizio che manca al paese,
uscì dall’agenda politica. Fino all’inizio del 2010, quando il consiglio comunale ha approvato sia la realizzazione della struttura privata sia la collocazione. Chi la edificherà e la gestirà? Non sarà Mantovani, dal momento che la sua carica istituzionale non gli consente di essere il sindaco della città e, nel contempo, l’imprenditore che realizza il servizio. Tuttavia il senatore, da sempre convinto che una casa di riposo debba essere costruita nel centro storico per lasciare gli anziani a contatto con il tessuto vivo del loro paese, ha ritenuto opportuno dare seguito a una delle promesse elettorali, scritte nero su bianco nel programma di Grande Arconate.
Il Pd, al contrario, propone di edificare la residenza nel parco di via Moiona oppure sull’area Itadenim. Ma il vero obiettivo dell’opposizione è un altro, ovvero far decidere ai cittadini. “Chiederemo – ha spiegato il capogruppo, Peppo Rolfi – che il consiglio comunale approvi il referendum, come stabilito dallo statuto. Se la maggioranza boccerà la nostra proposta, allora raccoglieremo le firme e indiremo così la consultazione popolare”. Per far questo è necessario raccogliere le firme di un quinto degli elettori, circa cinquecento. Il Pd, a breve, farà la prima mossa, chiedendo la convocazione di un Consiglio straordinario.
Nel dibattito è intervenuto
anche Ersilio Mattioni (coordinatore di NuovArconate
- Area Liberal), esprimendosi sia sulla casa di
riposo sia sulla collocazione: "Che una residenza
per anziani sia necessaria ad Arconate, credo
davvero non ci siano dubbi. E che questo servizio
debba essere collocato nel centro storico, mi
trovava d'accordo nel 2000 e mi trova d'accordo
anche oggi, alla condizione che la nuova costruzione
ospiti un servizio. Nel vecchio progetto di dieci
anni non c'era infatti soltanto una casa di riposo
ma pure una palazzina di uffici, che francamente mi
aveva lasciato perplesso. Non è mia abitudine fare
processi alle intenzioni. Quindi, aspetto di vedere
il progetto definitivo, per valutarlo con serenità".
Sul referendum, invece,
Mattioni non ha dubbi: "E' un momento di democrazia
e fa parte delle regole del gioco. Se da un lato il
senatore Mantovani è legittimato a proporre quel
progetto in quel posto (dal momento che faceva parte
del suo programma elettorale), dall'altro il Pd è
legittimato a chiedere che si indica un referendum.
Far decidere ai cittadini su una questione
strategica come questa, mi trova d'accordo.
L'importante è che poi si prenda atto, e si
rispetti, il risultato della consultazione". |