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ARCONATE, 30 OTTOBRE 2010

 

NOVE IDEE PER ARCONATE: INTERVISTA A ERSILIO MATTIONI  

Costruire la svolta

Dal centro sportivo al teatro, dalla casa dell'acqua al museo, dal nuovo asilo a un disco pub per l'estate, lungo il canale. Mattioni sogna la svolta e chiosa: "Ci vuole coraggio, certo. Del resto, a questo serve la politica".

 

 

LA SVOLTA POSSIBILE - Ersilio Mattioni (coordinatore di Area Liberal) sogna una svolta, l'ennesima per Arconate. Il suo progetto però ha bisogno di scelte coraggiose

 

a cura della redazione

 

ARCONATE (30 OTTOBRE 2010) - A Ersilio Mattioni, direttore del nostro sito e coordinatore di Area Liberal, piace sognare. Se poi si sogna in grande, meglio ancora. E così, sognando a occhi aperti, sono scaturite nove idee per l'Arconate del futuro. Progetti che Mattioni illustra nel corso di questa lunga intervista. E che finiscono per diventare un manifesto politico. Da consegnare a chi amministra la città, sia alla maggioranza sia all'opposizione. Ecco le dieci idee. 1) Un centro sportivo che sia anche un luogo per l'aggregazione giovanile, diverso dall'oratorio. 2) Un cine-teatro, capace di portare un'iniezione culturale. 3) Un nuovo asilo pubblico. 4) Una casa di riposo. 5) Una casa dell'acqua, per combattere il business dell'acqua in bottiglia e per insegnare il valore di un bene inalienabile. 6) Un museo dedicato alla cultura contadina. 7) Una politica energetica all'avanguardia, pulita e rinnovabile. 8) Una nuova area per l'industria tecnologica che sappia attrarre le eccellenze. 9) Un disco pub lungo il canale Villoresi, un locale estivo che diventi il punto d'incontro per i giovani.

 

Direttore, da dove cominciamo?

"Fate voi. E' lo stesso. Le nove idee hanno un ordine casuale, nel senso che sono tutte prioritarie".

 

Partiamo dal disco pub. Cos'ha in mente, di preciso?

"Penso a un pub estivo, nel parco del canale. Resterebbe aperto da giugno a settembre e potrebbe diventare il punto di riferimento per i giovani arconatesi e, più in generale, per i giovani del territorio".

 

Non darebbe fastidio?

"Anche i locali sui Navigli, a Milano, danno fastidio. Eppure nessuno pensa di chiuderli".

 

Ma qui siamo ad Arconate...

"Questo è l'errore. Pensare che i giovani, per divertirsi, debbano sempre andare in città. Accade così, perché il loro paese non offre mai nulla. Questa è l'occasione per invertire la rotta".

 

E i costi?

"Zero. L'area è del Comune. Basterebbe un bando di gara per assegnarne la gestione. Dopodiché il vincitore si occuperebbe di trovare uno sponsor che finanzi l'arredo, gli impianti e l'illuminazione. E' solo una questione di volontà. Oltretutto la location, il parco sul canale, sarebbe una splendida cornice".

 

Passiamo oltre, la casa dell'acqua. Non è un'idea di Arconate Democratica?

"Certo. E' un'idea del gruppo di opposizione ed è un'idea molto intelligente. Ormai non ha più senso comprare l'acqua in bottiglia. Si buttano via soldi e si produce un rifiuto. La soluzione è l'acqua pubblica che può essere sia naturale sia gassata. A questo serve una casa dell'acqua, a insegnare il valore di un bene inalienabile, da fruire e da rispettare".

 

Dove potrebbe essere edificata?

"Mi piacerebbe che fosse in piazza, raggiungibile a piedi da tutti. Ma qualunque luogo va bene".

 

Anche la casa di riposo e l'asilo pubblico non sono un'idee nuove, bensì del senatore Mantovani. Cosa fa, copia?

"Ma no. Le nove idee non sono state tutte inventate da Area Liberal. Sono una selezione delle proposte migliori, con qualche aggiunta".

 

A proposito di casa di riposo, va bene sull'area di via Silvio Pellico o serve un referendum?

"Non sono mai contrario ai referendum, soprattutto sui temi strategici. Però mi pare che l'opposizione vi abbia rinunciato. E l'idea di una casa di riposo nel cuore del centro storico (che il sindaco Mantovani inserì nel suo programma elettorale nel 2008) mi trovava d'accordo dieci anni fa e mi trova d'accordo anche ora. Non è più tempo di polemiche. E' tempo di ragionare su un progetto".

 

Veniamo all'asilo pubblico. Non sarebbe in concorrenza con quello parrocchiale?

"Ma no, sarebbero due servizi diversi. Intanto, quello privato oggi non è in grado di accogliere tutti. E poi è giusto che le famiglie possano scegliere fra offerte differenti".

 

Passiamo al museo. Secondo lei serve rappresentare la cultura contadina?

"Non solo serve. E' essenziale, perché in quel mondo e in quella cultura stanno le nostre origini. La civiltà contadina è stata grande, maestosa. Ci ha insegnato il valore del lavoro, il senso del sacrificio. Io credo che ogni paese dovrebbe avere un museo dedicato alle proprie origini".

 

E ogni paese dovrebbe pure avere un cine-teatro?

"Beh, per il nostro territorio, basta che ce l'abbia Arconate. E già ce l'avrebbe, se la parrocchia non facesse i capricci".

 

In che senso?

"Nel senso che il vecchio cinema potrebbe essere ristrutturato con soldi pubblici. Ma la parrocchia non ci sente. O meglio: vogliono i soldi per ristrutturarlo, però non vogliono accettare che la futura gestione sia mista, pubblica e privata. Se la parrocchia non si mette su un tracciato ragionevole, quell'edificio prima o poi crollerà".

 

Più complesso è il discorso del centro sportivo...

"Centro sportivo e insieme centro giovanile. Vorrei essere chiaro su questo punto. Ad Arconate serve una struttura ricreativa per giovani, diversa dall'oratorio che, ormai, è sempre meno frequentato. L'idea che questa struttura sia inserita in un centro sportivo è eccellente. Oltretutto Arconate merita un nuovo polo sportivo (campi da calcetto, una piscina, uno spazio concerti) con anche un nuovo stadio, per valorizzare la nostra squadra di calcio che sta ottenendo risultati straordinari".

 

Da ultimo direttore, lo sviluppo e l'energia. Pensa che Arconate sia indietro su questo fronte?

"Non è né più avanti né più indietro di altri. Io vorrei però che fosse all'avanguardia. Nell'Europa del Nord i comuni stanno puntando molto sulle energie rinnovabili e sull'industria tecnologica. Le due cose vanno di pari passo. Il futuro dello sviluppo, quindi della ricchezza e del benessere, passa da questi settori strategici".

 

E cosa può fare l'amministrazione comunale?

"Sul fronte dell'energia può incentivare e premiare chi risparmia. Per esempio, chi costruisce una casa con materiali eco-compatibili, chi ricorre al fotovoltaico, etc... Sul fronte dell'industria ad alta e altissima tecnologia, invece, il discorso è più complicato. In questo caso il Comune dovrebbe individuare un'area ad hoc e poi attirare le imprese offrendo condizioni fiscali vantaggiose".

 

Queste nove idee sono un vero e proprio manifesto politico. Chi lo potrebbe attuare?

"il sindaco Mantovani in primis. E' la prima volta che Arconate è amministrata da un sindaco che, nel contempo, è anche senatore e membro del governo nazionale. E' un'occasione unica, forse irripetibile. E' l'occasione giusta per realizzare un programma ambizioso. Però serve il concorso di tutti, opposizione compresa".

 

Vuole dire che senza l'appoggio di Arconate Democratica (l'ex Pd) questa manifesto resterebbe sulla carta?

"Di sicuro sarebbe più difficile realizzarlo. Ci sono scelte che maggioranza e opposizione possono condividere. E se, almeno sui grandi temi, c'è accordo, allora la macchina gira molto più velocemente. Servirebbe un patto per lo sviluppo che metta da parte le divisioni e che guardi soltanto al futuro di Arconate".