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ARCONATE

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Arconate, 28 marzo 2009

 

ERSILIO MATTIONI RISPONDE AD ANGELO BORSA

Caro Angelo, ti vergogni di essere arconatese? Io no, anzi: ne sono fiero

 

SCONTRO - L'ex capogruppo di opposizione Angelo Borsa ha dichiarato di vergognarsi di essere

arconatese. Gli ha risposto il leader di Area Liberal, Ersilio Mattioni, invitandolo a cambiare paese.

 

Caro Angelo, in questi anni siamo stati seduti, uno vicino all'altro, sui banchi del consiglio comunale di Arconate. Eravamo entrambi consiglieri di opposizione, anche se quasi mai siamo stati d'accordo sul da farsi. Io avevo ed ho in mente un progetto per il mio paese e di quello avrei voluto parlare. Tu invece, per usare le tue stesse parole, avresti semplicemente voluto "rompere le palle a Mantovani". Non siamo mai stati in sintonia su questo. Fare opposizione, per me, significa preparare l'alternativa del futuro, non sprecare tempo in battaglie di retroguardia che hanno come unico obiettivo la demonizzazione dell'avversario. Insieme per Arconate è stata questo: una lista civica che ha perso le elezioni e che, in due anni e mezzo, non è stata capace di darsi una linea politica nuova, di ricominciare a costruire, di liberarsi dai fantasmi del passato. Ognuno ha le sue colpe. Capitolo chiuso.

 

Quello che però ho sentito giovedì 26 marzo, nel corso della vostra assemblea pubblica, mi ha lasciato senza parole. In particolare tre frasi che tu hai pronunciato con una foga davvero fuori luogo.

 

La prima: "Mi vergogno di essere arconatese". Beh, caro Angelo, mi verrebbe da risponderti che nessuno ti ha obbligato a venire ad Arconate. E nessuno ti obbliga a restarci. Io, che in questo paese vivo da quando sono nato, sono sempre stato orgoglioso di essere arconatese: amo la mia città e la sua gente, al di là delle idee politiche e del risultato delle elezioni. Quel "mi vergogno di essere arconatese" non ti fa onore e io ti chiedo di scusarti con l'intera cittadinanza.

 

La seconda frase, poi, è sconcertante. Hai detto che "in un paese normale la gente avrebbe tirato i sampietrini ai consiglieri di maggioranza che si sono dimessi e invece ad Arconate nessuno ha tirato i sassi". Ma in quale razza di paese vorresti vivere?! Forse in un posto dove il dissenso si esprime con la violenza?! Io, di fronte a quella frase, sono rimasto attonito. E mi sono chiesto chi sia veramente Angelo Borsa: quello che nel 2006 si è messo con umiltà al servizio dei cittadini o quello che, perse le elezioni, non ha saputo fare altro che urlare il suo odio? Io non mi sarei mai dimesso da consigliere e, fossi stato il sindaco, non avrei mai chiesto ai miei consiglieri di dimettersi due anni e mezzo prima. Ma ciò che hanno fatto i consiglieri di maggioranza è legittimo, è una scelta di libertà, della quale risponderanno ai loro elettori. Lascia stare i sampietrini e torna a ragionare con un po' di lucidità.

 

La terza frase, infine, è roba da pura paranoia: "Stasera non c'è nessuno perché chi partecipa ai nostri incontri, viene schedato". Ma schedato da chi?!? Non si sa se ridere o piangere di fronte a certe affermazioni.  Ti racconterò una cosa: nel 1994, all'età di 21 anni, facevo politica assieme agli amici di Rinascita Arconatese. Non eravamo in consiglio comunale, facevamo opposizione nel paese. All'epoca governava la sinistra. A noi non veniva neppure concessa una sala pubblica per le assemblee, se non pagando una tassa. Ci venivano censurati gli articoli sull'informatore comunale. Eravamo derisi e sbeffeggiati dai signori che gestivano il potere. Sai cosa abbiamo fatto? Abbiamo lottato! Ci siamo rifiutati di pagare una sala pubblica a costo di una denuncia, abbiamo creato e pagato coi nostri soldi un giornale e lo abbiamo portato in tutte le famiglie, abbiamo reagito insomma. Non siamo andati davanti ai cittadini a piangere o a fare le vittime. L'altra sera, caro Angelo, ha percepito soltanto il tuo pessimismo. Più che a un'assemblea, sembrava di essere a un funerale.

 

Così facendo, credimi, non andrete da nessuna parte.

 

Cordialmente ti saluto,

Ersilio

 

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