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ARCONATE, 17 DICEMBRE
Arconate 2014: ecco come cambierà il nostro paese, un anno prima dell'Expo. Mantovani sogna l'ultima, grande svolta
Tre grandi progetti. Il primo: un polo socio-culturale sull'area ex Bocca di via Silvio Pellico, dove saranno edificati un teatro e una residenza per anziani. Il secondo: un polo sportivo, con spazi dedicati ai giovani, ampliando l'area dello stadio con acquisizione di nuovi terreni. Il terzo: lo spostamento del municipio a palazzo Taverna e la biblioteca nella ex casa Maggiolini, oggi acquisita al patrimonio pubblico. Il Pd non sarà d'accordo, ovviamente. Ma se questi progetti saranno realizzati, Arconate farà un decisivo salto di qualità, alla faccia dei gufi
ARCONATE (17 dicembre
2009) - Un caro amico, di cui stimiamo il
parere, ci ha detto che stiamo dando troppo
importanza al Pd e ai suoi fiancheggiatori, mentre
stiamo parlando troppo poco di Arconate. Ha ragione.
E noi rimediamo subito. Parliamo di tre grandi
progetti, destinati a cambiare il volto della nostra
cittadina: è la svolta che il sindaco, il senatore
Mario Mantovani, sta preparando. Ed è la svolta che
sogna. Mentre il Pd e i suoi supporter sono
impegnati a far passare mozioni particolari (quelle
generali non bastano) contro l'omofobia oppure a
spedire mazzi di fiori o ancora a minacciare al
telefono i giornalisti, il paese si muove, cresce,
cambia. Per ora lo fa sulla carta. Presto lo farà
nei cantieri. Obiettivo: finire tutto per il 2014,
un anno prima dell'Expo.
IL POLO SPORTIVO - Primo
grande progetto, un nuovo polo che sia, insieme,
sportivo e di aggregazione giovanile. Angelo Borsa,
viste le sue amicizia clericali, lo criticherà: dirà
che fa concorrenza all'oratorio. Transeat, per due
motivi. Primo: all'oratorio i giovani non ci vanno
più o non ci vanno più come un tempo. Secondo: il
polo sportivo è un'altra cosa, è un altro servizio.
Proviamo a immaginarlo. L'attuale area dello stadio
comunale verrà triplicata, annettendo i terreni
circostanti. Nel nuovo spazio sorgeranno campi di
calcetto e da tennis coperti, una palestra ampia e
attrezzata, forse una piscina, le nuove tribuna e
una struttura polivalente. I giovani avranno tanti
motivi per frequentare il polo: legati sia allo
sport sia all'aggregazione. Per Arconate sarebbe un
salto di qualità rilevantissimo. Il problema, piuttosto, è di
natura economica, dal momento che l'operazione
costerà fra i 3 e i 4 milioni di euro. Come fare in tempi di vacche magre? Si potrebbe
accedere a un finanziamento pubblico, ipotesi
attorno alla quale sta lavorando il sindaco: l'unico
che potrebbe riuscirci. Ma il contributo non
coprirebbe in ogni caso l'intera spesa. Va da sé che
il governo cittadino dovrà inventarsi un altro
sistema. Si fa strada allora una proposta
interessante che investe l'area ex don Gnocchi di
via Cuggiono. Se quel grande appezzamento diventasse
una zona mista (residenziale e commerciale),
l'operatore privato potrebbe farsi carico, a
scomputo degli oneri di urbanizzazione, di acquisire
i nuovi terreni per il polo sportivo e di realizzare
pure qualche servizio. Sarebbe la quadratura del
cerchio.
IL POLO SOCIO-CULTURALE -
Torna, a distanza di nove anni, la celeberrima
'bozza Ferrario', rivista in alcuni dettagli, dal
nome dell'ex assessore alla cultura, Christian
Ferrario per l'appunto, che la ideò come tentativo
estremo di mediazione politica. Un po' di amarcord. Siamo nel
2000, quando l'amministrazione di Luciano Poretti
cerca un accordo con la società Le Ginestre per
acquisire bonariamente palazzo Taverna. Le Ginestre,
per cedere l'immobile, chiedono di poter edifiucare
una casa di riposo sull'area ex Bocca di via Silvio
Pellico, dove però è previsto un parco. Si tratta.
Fra gli scettici dell'operazione (che poi fallirà
per ragioni mai fino in fondo spiegate) c'è
Rinasciata Arconatese, di cui fa parte l'ex
assessore Ferrario, mentre il sottoscritto riveste
il ruolo di capogruppo. Ne sortisce la già citata
bozza: leggera deviazione di via IX Novembre (già
via Pasubio), casa di riposo edificata sull'attuale
area mercato, parco pubblico e parcheggio sulla
restante parte dell'area. Bene, l'operazione che il
senatore Mantovani ha in mente è molto simile (salvo
per il fatto che, nella partita, non rientra più lo
scambio con palazzo Taverna): casa di riposo con day
center integrato sull'attuale area marcato,
cine-teatro-auditorium e parcheggio sulla restante
parte dell'area. Chi ha visto i progetti, ne è
rimasto impressionato: belli, davvero belli.
L'operazione, in questo caso, avrebbe un costo
decisamente contenuto, perché la casa di riposo
sarebbe costruita con soldi privati, mentre per il
cine-teatro-auditurium il Comune non dovrebbe acquisire
nessuna area: è già pubblica.
PALAZZO TAVERNA, EX CASA
MAGGIOLINI - Il terzo progetto consiste nello
spostamento del municipio a palazzo Taverna e della
biblioteca nella ex casa Maggiolini. Chi scrive, ha
combattuto affinché il centro culturale fosse
spostato a palazzo Taverna. Per questo siamo
scettici sull'operazione. La quale, in ogni caso,
presenta tratti da non sottovalutare. Il primo: gli
uffici di rappresentanza del Comune, da che mondo è
mondo, dimorano nel palazzo storico della città.
Perché Arconate dovrebbe fare eccezione? Il secondo:
l'idea di una cittadella della cultura nell'area
della ex casa Maggiolini solletica la nostra
fantasia. Quella costruzione, oggi acquisita al
patrimonio comunale, sarebbe abbattuta: resterebbe
così uno spazio ampio da edificare, da inventare, da
lasciare in buona parte verde. Nascerebbe il
vero polo culturale di Arconate. Intendiamoci, i nostri dubbi
permangono. Però sarebbe sciocco non prendere in
considerazione l'ipotesi. Sul tema, peraltro,
sarebbe interessante raccogliere il parere dell'ex
assessore alla cultura Ferrario, che in questi anni
vive all'estero ma che, certamente, leggerà questo
articolo. Dunque annunciamo che, a breve, sarà
pubblicata un'intervista, in cui Ferrario avrà modo
di spiegare il suo punto di vista, sul passato e sul
futuro. E chi conosce l'ex assessore, sa che lo farà
in stile Rinascita Arconatese, senza peli sulla
lingua.
ARCONATE VERSO EXPO 2015 -
Tornando ora ai tre progetti, vale la pena
collocarli nel tempo. Il senatore Mantovani ha un
sogno: lasciare, dopo quasi 13 anni da sindaco, un
paese cambiato nel volto, nella mentalità, nei
servizi. Per questo è sua intenzione curare, nei
minimi dettagli, lo sviluppo delle tre opere. Se ci
riuscirà, l'Arconate che andrà al voto nel 2014,
sarà un altro paese. A quel punto, all'Expo,
mancherà un solo anno. E anche la nostra cittadina
potrà giocare un ruolo, magari ospitando qualche
evento della vetrina internazionale che attende
Milano e l'Italia.
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