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ELEZIONI ANTICIPATE,
LETTERA APERTA AL SENATORE MANTOVANI
"Signor sindaco, non si dimetta. Se lo farà,
Arconate finirà nelle mani di un commissario. Insomma, a decidere
sarà un burocrate che non gode di nessuna legittimazione popolare. E
questo non lo possiamo permettere"
ARCONATE (4 novembre 2008) – Gentile signor sindaco, sono molti i cittadini che, in queste settimane, si stanno chiedendo cosa succede ad Arconate. Da quando Lei, domenica 28 settembre in consiglio comunale, ha parlato di dimissioni dalla carica di sindaco, regna una certa confusione. Del resto, Lei è stato vago e, dopo quell’annuncio a sorpresa, non ha chiarito né cosa intendesse dire né come intendesse comportarsi. Forse i cittadini meritavano un trattamento diverso. Cioè, non si può dire “magari mi dimetto” e poi lasciar passare un mese senza spiegarsi. Restiamo dunque in attesa e lasciamo che Lei chiarisca quali sono le sue reali intenzioni. Lei, in consiglio comunale, ha detto: “Il Governo mi sta prendendo molto tempo della mia attività […] e per il minor tempo che ho a disposizione […] sto maturando l’ipotesi di dimettermi da Sindaco di Arconate […] sto accarezzando quest’idea”. Bene, se Lei terrà fede a queste parole, allora Arconate andrà alle elezioni anticipate nella primavera 2009. Se Lei si dimetterà volontariamente, allora non potrà ripresentarsi per la terza volta (la legge non lo consente). Se invece si dimetteranno i suoi consiglieri, allora Lei potrà candidarsi per il terzo mandato. La differenza è sia formale sia politica. A non essere chiare, in ogni caso, sono le sue intenzioni: signor sindaco, vuole dimettersi perché non ha tempo oppure vuole dimettersi per fare il terzo mandato, aggirando la legge elettorale che glielo impedirebbe? Sarà Lei stesso, ci auguriamo presto, a sciogliere l’enigma. Noi, però, siamo poco appassionati ai giochi di potere. Ci interessano di più i problemi di Arconate e dei suoi cittadini, soprattutto quando questi problemi sono ingombranti, costosi e di una certa rilevanza. Per questo, da suoi avversari, Le chiediamo di non dimettersi, di restare al suo posto e di amministrare Arconate fino al 2011. Così hanno deciso i cittadini e così dovrebbe fare un sindaco rispettoso della volontà popolare. La nostra richiesta può apparire strana: di solito l’opposizione vuole far cadere un’amministrazione e tornare a votare per cercare di vincere. Ma noi, dall’inizio del nostro mandato, abbiamo scelto un’altra via: quella di chi, pur sedendo sui banchi della minoranza, mira a costruire e a risolvere i problemi. Questa spiega perché, sulle grandi questioni, non è mai mancato il nostro apporto. Ecco il punto: le tre grandi questioni aperte che, in questi mesi, stanno trovando una soluzione. La prima riguarda la proprietà di palazzo Taverna: sappiamo che è in corso la trattativa fra comune e immobiliare Le Ginestre per definire il prezzo dell’operazione che potrebbe scrivere la parola ‘fine’ sull’annosa vicenda ormai ventennale. La seconda: il nuovo polo sportivo, opera promessa fin dalla campagna elettorale 2001 e mai neppure progettata e finanziata. Anche su questo punto ci sono in corso trattative delicate per l’acquisto dei terreni circostanti il campo sportivo. La terza è l’area ex don Gnocchi, quella in fondo a via Cuggiono: i terreni, che oggi hanno una destinazione socio-sanitaria, potrebbero diventare residenziali e commerciali. Insomma, un affare da svariati milioni di euro che merita di essere seguito nei dettagli. A tutto questo si aggiunga un tema di stretta attualità che riguarda le infiltrazioni mafiose nell’Altomilanese, dopo i recenti omicidi di San Vittore Olona e San Giorgio su Legnano: non era mai successo che la malavita, nel nostro territorio, sparasse e uccidesse in pieno giorno. Noi crediamo che sia necessaria una riflessione e abbiamo dunque depositato in municipio una richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario aperto alla cittadinanza. Attendiamo che Lei ci risponda. Signor sindaco, a lei sembra corretto che su queste grosse questioni sia un burocrate a decidere? Eppure avverrebbe proprio così, se lei dovesse davvero dimettersi. Già, perché ad Arconate arriverebbe (per circa 6 mesi!!!) un commissario prefettizio che si troverebbe sul tavolo, tra l’altro, i tre scottanti temi. Noi pensiamo invece che a decidere debbano essere coloro che sono stati eletti dagli Arconatesi, ognuno con il proprio ruolo: voi, che siete maggioranza, proporrete le soluzioni e noi, che siamo opposizione, daremo un contributo, con il senso di responsabilità che ci ha contraddistinto in questi anni su tutte le scelte strategiche per Arconate. Noi, firmatari di questa lettera, ci distinguiamo da una linea troppo radicale che è stata imposta al nostro gruppo da parte di chi lo ha guidato. Noi abbiamo sempre combattuto all'interno del gruppo, pur rimanendone leali fino in fondo, chiedendo un atteggiamento più moderato e improntato al dialogo, talvolta ottenendolo. Abbiamo cercato di costruire e di valutare ogni proposta senza ideologia e senza astio. Essere avversari in politica, per noi, non vuol dire essere nemici. Per questo Le chiediamo di non dimettersi, di continuare a fare il sindaco, di dare una soluzione ai problemi aperti. La invitiamo cioè a non guardare all’interesse politico di una parte, bensì all’interesse del nostro paese. Nel 2011, al termine del suo mandato, come democrazia comanda, i cittadini decideranno da chi vorranno essere amministrati. Ci rifletta, signor sindaco. Non lasci che un burocrate (che non gode della legittimazione popolare) possa decidere al posto degli Arconatesi. Con i più cordiali saluti, Ersilio Mattioni e Luca Mantovani (consiglieri comunali di opposizione) |
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