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I sindaci alle prese con una nuova tassa mascherata: si chiama autovelox e frutta 100mila euro all'anno

Da Arconate la proposta di Mattioni, sperimentare l'autovelox europeo: SI' alla sicurezza, NO alle multe facili e ingiuste

 

AL VOLANTE, CERCANDO DI RISPETTARE I LIMITI - Il consigliere comunale Ersilio Mattioni al volante di una scattante smart durante una vacanza in Sardegna. Sempre rispettati i limiti di velocità? "Impossibile farlo", ammette Mattioni. E le multe fioccano...

 

di Paolo Puricelli 

 

ARCONATE (12 settembre 2008) – Da qualche tempo gli agenti della polizia locale della nostra zona si posizionano con l’autovelox sulla strada provinciale 34, la grande arteria viabile che attraversa il Castanese. Un paio di settimane fa nel territorio di Buscate un automobilista, viaggiando a 60 chilometri orari dove il limite è di 50, si è preso una bella multa da 158 euro, oltre alla detrazione di cinque punti dalla patente. In via formale i vigili hanno ragione, certo. Ma il problema è un altro: perché l’autovelox viene sempre posizionato in posti poco o per niente visibili? Questo è il punto: capire se l’autovelox è un mezzo per far rallentare le auto oppure uno strumento per far guadagnare, ogni anno, centinaia di migliaia di euro al comune.

Cosa succede nelle altre nazioni europee? In Inghilterra, per esempio, i macchinari per il controllo della velocità sono utilizzati per uno scopo serio, ossia quello della sicurezza dei cittadini. Infatti gli autovelox sono grandi, a tutti visibili e vengono segnalati tre volte in due chilometri. In questo modo soltanto uno stupido continuerebbe a correre ad alta velocità. Ed ecco raggiunto lo scopo: i veicoli vanno tutti piano. Nel Regno Unito, nel corso degli anni, si è svolto un percorso: prima l’autovelox visibili per far rallentare le auto e oggi la proposta di sostituire le odiate macchinette con dei pannelli luminosi, su cui viene indicato la velocità e il numero di targa delle automobili. Sembra che grazie a questo novo sistema gli inglesi continuino ad andare piano e, di conseguenza, non prendono multe.

Ma allora perché anche in Italia non facciamo lo stesso? Iniziamo dal segnalare meglio gli autovelox e, fra qualche anno, quando avremo preso coscienza della sicurezza stradale, forse potremo adottare il nuovo metodo inglese. La pensa così il consigliere Esilio Mattioni che sta per presentare una mozione al consiglio comunale di Arconate. Il documento è ancora in fase di elaborazione e, nelle intenzioni di Mattioni, “si tratta di un provvedimento che maggioranza e opposizione dovrebbero condividere”. In sintesi la mozioni chiede tre cose. La prima, sperimentare l’autovelox europeo (grande, visibile, segnalato) nel territorio di Arconate. La seconda: coinvolgere gli altri sindaci del Castanese, affinché facciano lo stesso. La terza: riportare l’autovelox al suo scopo originario, quello che riguarda la sicurezza.

Non sappiamo quale sarà il destino di questa mozione. Aspettando l’utilizzo dei nuovi autovelox di matrice europea, proviamo a rispettare i limiti (anche se è difficile) e a stare più attenti sulle strade. In questo modo i vigili non potranno fare centinaia di multe al giorno. Saremo tutti più felici, tranne ovviamente i comuni…

 

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