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INTERVISTA A ERSILIO MATTIONI Un sogno, un impegno e un progetto da condividere: costruire una stagione riformista per Arconate
a cura della redazione
ARCONATE (1 agosto 2008) – Ersilio Mattioni è stato eletto per la prima volta in consiglio comunale nel 1997, quando aveva 23 anni e sedeva sui banchi della maggioranza nel ruolo di capogruppo. Oggi, dopo l'elezione del 2006, siede sui banchi dell'opposizione come semplice consigliere.
Consigliere Mattioni, cos'è cambiato? "Lo spazio è troppo poco e la domanda troppo impegnativa. Intanto è cambiato il sindaco: quando ero in maggioranza c'era Luciano Poretti, oggi c'è Mario Mantovani. In mezzo c'è una stagione politica molto più complicata di quanto non si direbbe. In generale, si può dire che finito il governo delle sinistre (dal 1988 AL 1997) Arconate ha ricominciato a crescere: prima con Poretti e poi con Mantovani".
Detta così, sembra quasi che Poretti e Mantovani siano simili, mentre in realtà sono stati protagonisti di una stagione di scontro e di polemica, anche personale... "E' vero. Ma è stata, appunto, una polemica personale e non politica. Lo schema politico arconatese, dal 1997 a oggi, non è mai cambiato: è uno schema di centro, di centrodestra, moderato e liberale. Questo schema è stato rappresentato sia dall'amministrazione Poretti sia dall'amministrazione Mantovani. In quegli anni, per esempio, io ero iscritto a Forza Italia".
Quindi, è stato tutto un grosso equivoco? "Affatto. Le ragioni dello scontro erano reali. Ma oggi non ci sono più. Ecco perché non ha senso continuare a dividersi in due fazioni, pro o contro Mantovani, come se fossimo o guelfi o ghibellini. E' rimasta solo la sinistra ad alimentare questo conflitto stupido e improduttivo per il paese".
E' per quello che fare opposizione è più difficile oggi? "In parte sì. Mi spiego. Questa stagione di veleni ha fatto compiere a tutti molti errori, me compreso. Abbiamo smesso di unirci e dividerci sulle idee e sui progetti per Arconate. Lo abbiamo fatto, invece, sulle persone. Io , che com'è noto sono un liberale, sono spesso in difficoltà nel militare in un gruppo con persone di sinistra. E' una questione culturale".
Ci faccia qualche esempio... "Certo. Quando Mantovani parla della devastante stagione degli espropri ad Arconate (pensiamo a palazzo Taverna o all'area ex Bocca), io non posso che essere d'accordo con lui. Quella stagione è figlia dell'arroganza della sinistra e gli arconatesi stanno ancora pagando le conseguenze di quelle scelte contro la proprietà privata. Io, quelle cose, assieme agli amici di Rinascita Arconatese, le dicevo e le scrivevo negli Anni Novanta!"
Un altro esempio? "Ne faccio uno banale: le feste. Proprio l'altra sera, assieme all'ex assessore Christian Ferrario, ricordavamo la stagione delle feste inaugurata dalla nostra amministrazione, quando Fabrizio Ciapparelli era assessore al tempo libero. Ne avremmo organizzate molte di più, se solo avessimo avuto i soldi. Ecco perché non sarò mai dalla parte di chi critica le feste: sono un eccellente modo per stare un po' insieme, per incontrarsi, per confrontarsi, per divertirsi".
Stasera sarà al concerto dei New Trolls? "Certamente. Oggi è la festa del paese: esserci è obbligatorio".
Torniamo un attimo alla stagione degli espropri. Fra i supporter della sua lista, ci sono persone che hanno partecipato da protagonisti a quella stagione. Non lo aveva valutato prima di candidarsi? "Ovvio. Però l'accordo era stato chiaro: una lista civica fondata su un programma amministrativo, non una lista ideologica contro Mantovani. Ma si sa, gli accordi in politica non vengono sempre rispettati. Comunque faccio notare che gli elettori, con le preferenze, hanno fatto entrare in consiglio comunale persone di chiara fede moderata e liberale, non di sinistra. Dopodichè non mi nascondo: la verità è che le liste civiche hanno coperto il vuoto lasciato da Tangentopoli e hanno tenuto insieme pezzi di destra e di sinistra negli anni del deserto della politica. Oggi hanno esaurito la loro funzione".
Analisi condivisibile. Ma adesso, che fare? Ritorniamo a dividerci fra destra e sinistra? "Per carità, sono categorie vecchie di cent'anni! La scelta di campo, oggi, è diversa, è meno ideologica: o si sta al passo con i tempi e si cerca di governare i cambiamenti oppure si sta sul fronte di chi non vorrebbe cambiare mai nulla, come se il mondo fosse fermo all'inizio del secolo, come se la globalizzazione non esistesse".
Scusi Mattioni, ma questo discorso trasferito su Arconate, cosa significa? "Significa che bisogna scegliere: o si apre una stagione riformista oppure si continua a dividersi pro o contro Mantovani. Ricordo che anni fa Luca Mantovani (mio collega di banco in consiglio comunale) mi parlò di riformismo anche per le realtà locali. Oggi mi è chiaro cosa intendeva. Bisogna credere in questo sogno e coltivare un progetto. L'altra sera, in una casa privata di Arconate, un gruppo di giovani ha chiacchierato di politica, di amministrazione e dell'Arconate che cambia. Ho la netta sensazione che sia questa generazione - quella che sta fra i 20 e i 40 anni - la futura classe dirigente della nostra città".
E il senatore Mantovani - che nel 2011 non potrà più candidarsi a sindaco - secondo lei quale ruolo giocherà? "Non lo so. Credo che sosterrà un candidato dell'attuale amministrazione, magari il vicesindaco o magari un altro assessore. Inutile mettersi a fare previsioni. La situazione è troppo in movimento".
In molti la accusano di non essere abbastanza contro Mantovani... "Hanno ragione. Io non sono contro Mantovani. Perché dovrei? Lo considero una risorsa e una grande opportunità per Arconate. A volte sono d'accordo con lui, altre volte no. L'ho detto all'inizio: non mi interessa alimentare una stagione di veleni, mi interessa fare qualcosa di buono per il mio paese".
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