ARCONATE, 20 FEBBRAIO 2010
MANTOVANI: "RESIDENZA PER ANZIANI SULL'AREA MERCATO"
Casa di riposo, il Pd all'attacco: "Vogliamo un
referendum". Area Liberal d'accordo: "Decidano gli
arconatesi"
REFERENDUM - Il
capogruppo del Pd (Peppo Rolfi, a sinistra) chiede
un referendum sulla casa di riposo, mentre il
sindaco (il sen. Mario Mantovani, a destra) vorrebbe
la residenza per anziani sull'attuale area mercato,
come scritto nel suo programma elettorale. Ersilio
Mattioni (Area Liberal) si dice d'accordo con il
progetto, pur condividendo l'idea della
consultazione popolare, come momento di democrazia
a cura
della redazione
ARCONATE (20 FEBBRAIO 2010) -
La storia, più spesso di quanto non si possa
credere, si ripete. Anche quella politica. Così ad
Arconate, in queste settimane, si torna a parlare di
una casa di riposo per anziani da edificare
sull’attuale area mercato di via 11 Settembre, già
via Silvio Pellico. Ma contro tale progetto,
approvato dall’amministrazione del sindaco Mario
Mantovani, il Pd alza le barricate e promuove un
referendum. Le opposizioni, nel corso di
un’assemblea pubblica, hanno chiarito “di essere
favorevoli alla casa di riposo, però assolutamente
contrari alla sua collocazione in uno spazio che il
Comune comprò (agli inizi degli Anni Novanta, ndr)
per farne un parco pubblico e un parcheggio, l’unico
polmone verde nel centro storico”.
Di una residenza per
anziani su quella che molti arconatesi ricordano
come area ex Bocca, dal nome dei vecchi proprietari,
si era già parlato di dieci anni fa. Sindaco era
Luciano Poretti che, trattando l’acquisizione
bonaria di palazzo Taverna con la società
immobiliare Le Ginestre srl, si misurò con la
proposta dell’operatore privato: cessione della
storica villa in cambio dell’area di via Silvio
Pellico per costruire una casa di riposo.
All’epoca il senatore
Mantovani era un imprenditore, coinvolto
nell’operazione su richiesta della stessa società
immobiliare. Operazione che, tuttavia, non andò a
buon fine, anche perché l’allora opposizione di
centrosinistra definì la scambio di aree “un
baratto” e promosse una raccolta firma che arrivò a
superare il numero di voti ottenuti
dell’amministrazione Poretti. Ne sono cambiate di
cose dall’anno 2000. Eppure la struttura per anziani
non autosufficienti, un servizio che manca al paese,
uscì dall’agenda politica.
Fino all’inizio del
2010, quando il consiglio comunale ha approvato sia
la realizzazione della struttura privata sia la
collocazione. Chi la edificherà e la gestirà? Non
sarà Mantovani, dal momento che la sua carica
istituzionale non gli consente di essere il sindaco
della città e, nel contempo, l’imprenditore che
realizza il servizio. Tuttavia il senatore, da
sempre convinto che una casa di riposo debba essere
costruita nel centro storico per lasciare gli
anziani a contatto con il tessuto vivo del loro
paese, ha ritenuto opportuno dare seguito a una
delle promesse elettorali, scritte nero su bianco
nel programma di Grande Arconate.
Il Pd, al contrario,
propone di edificare la residenza nel parco di via
Moiona oppure sull’area Itadenim. Ma il vero
obiettivo dell’opposizione è un altro, ovvero far
decidere ai cittadini. “Chiederemo – ha spiegato il
capogruppo, Peppo Rolfi – che il consiglio comunale
approvi il referendum, come stabilito dallo statuto.
Se la maggioranza boccerà la nostra proposta, allora
raccoglieremo le firme e indiremo così la
consultazione popolare”. Per far questo è necessario
raccogliere le firme di un quinto degli elettori,
circa cinquecento. Il Pd, a breve, farà la prima
mossa, chiedendo la convocazione di un Consiglio
straordinario.
Nel dibattito è intervenuto
anche Ersilio Mattioni (coordinatore di NuovArconate
- Area Liberal), esprimendosi sia sulla casa di
riposo sia sulla collocazione: "Che una residenza
per anziani sia necessaria ad Arconate, credo
davvero non ci siano dubbi. E che questo servizio
debba essere collocato nel centro storico, mi
trovava d'accordo nel 2000 e mi trova d'accordo
anche oggi, alla condizione che la nuova costruzione
ospiti un servizio. Nel vecchio progetto di dieci
anni non c'era infatti soltanto una casa di riposo
ma pure una palazzina di uffici, che francamente mi
aveva lasciato perplesso. Non è mia abitudine fare
processi alle intenzioni. Quindi, aspetto di vedere
il progetto definitivo, per valutarlo con serenità".
Sul referendum, invece,
Mattioni non ha dubbi: "E' un momento di democrazia
e fa parte delle regole del gioco. Se da un lato il
senatore Mantovani è legittimato a proporre quel
progetto in quel posto (dal momento che faceva parte
del suo programma elettorale), dall'altro il Pd è
legittimato a chiedere che si indica un referendum.
Far decidere ai cittadini su una questione
strategica come questa, mi trova d'accordo.
L'importante è che poi si prenda atto, e si
rispetti, il risultato della consultazione".