Il volto sconosciuto del leader dell’Italia del ValoriAntonio Di Pietro, despota e maschilista
ROMA (17 marzo 2008) – Wanda Montanelli è la responsabile nazionale del dipartimento politiche di genere dell’Italia dei Valori. E, da sei giorni, sta facendo lo sciopero della fame. Protesta contro il partito, Antonio Di Pietro e lo accusa di “scarsa attenzione riservata alla componente femminile nelle liste per la camera e per il senato”. Quanto c’è di vero? Molto, moltissimo. “Sono anni – aggiunge la Montanelli – che noi dipietriste e dipietristi ci battiamo per far crescere nella considerazione popolare il partito, raccogliendo firme per referendum, partecipando a tavoli programmatici, organizzando convegni e promovendo iniziative. Anni di sacrifici per costruire la comune casa dell’Italia dei Valori per poi dover prendere atto che tutto è risultato vano e non ci viene riconosciuta cittadinanza politica. Vorrei chiedere al presidente Di Pietro se ha informato i neodeputati e senatori dell’Idv del fatto che si stanno accomodando in una casa costruita da altri…” Il problema, dunque, non è solo quello delle quota rosa. E’ più profondo, più radicato. E’, per così dire, culturale. Chi conosce Di Pietro da vicino, ci può aiutare a capire il personaggio: in pubblico è il paladino della legalità e della democrazia, in privato viene dipinto come un despota maschilista. Prendiamo, per esempio, il suo partito: lo fonda, lo guida come un capo assoluto, decide di nomine e candidature come un padrone, privilegia sempre i suoi amici. Ma i partiti politici non dovrebbero avere democrazia interna? Non è questo che lo stesso Di Pietro rimprovera a Forza Italia e a Silvio Berlusconi? Beh, è proprio vero che a predicare Tonino è bravissimo ma a razzolare molto meno. C’è dell’altro: sempre chi conosce il leader dell’Idv, ne parla come una persona sgradevole, maleducata, supponente e arrogante. Insomma, tratterebbe tutti come sudditi e non tollererebbe neppure la più benevola delle critiche. Ora, non sappiamo se questi racconti siano del tutto veritieri. Ma sappiamo che sono racconti in presa diretta. Del resto, non capita tutti i giorni che il responsabile delle quote rosa di un partito si metta a digiunare per protestare contro il maschilismo e l’autoritarismo del suo capo. Davvero Di Pietro ha un volto pubblico completamente diverso da quello privato? A noi il dubbio rimane. |