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Air France abbandona: “Proposte irricevibili. Finisce qui”

Alitalia, i sindacati sfasciano tutto

 

INFATICABILI LAVORATORI – Da sinistra: Luigi Angeletti (Uil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Guglielmo Epifani (Cgil) si sono opposti al piano Air France che prevede il taglio di 2100 esuberi in Alitalia. “Abbiamo difeso i lavoratori”, dicono. Ma per difendere un lavoratore non bisognerebbe, nella vita, aver lavorato? Mah…

di Ersilio Mattioni

ROMA (3 aprile 2008) – Alitalia, i francesi abbandonano. Ieri il numero uno di Air France, Jean Cyril Spinetta, si è alzato dal tavolo delle trattative e ha così commentato la piattaforma sindacale: “La proposta non è accettabile. Non ho un mandato per spingermi fino a questo punto. Finisce qui”. Ma che cosa non è accettabile? In pratica tutto, perché i sindacati hanno chiesto la luna, fingendo di non ricordare che Alitalia perde due milioni di euro al giorno, con un debito di un miliardo di euro e con esuberi per migliaia di persone. Le colpe? Da ripartire a metà: tra politici incapaci e parti sociali irresponsabili. Già, perché ci vuole coraggio a lamentarsi dell’offerta di Air France dopo aver gestito Alitalia sperperando denaro pubblico per decenni.

Nel Paese dove lo sport nazionale, dopo il calcio, è lo scaricabarile, le colpe sono sempre di qualcun altro. Così se parlate con un politico, vi dirà che il disastro Alitalia è colpa dei suoi avversari. E se parlate con un sindacalista, vi dirà che è colpa dei politici. Noi diciamo invece che bisognerebbe prendere gli uni per battere gli altri. La politica altro non ha fatto, se non pompare in Alitalia denaro pubblico a pioggia, senza preoccuparsene, come se i soldi dei cittadini fossero infiniti. Invece di infinito, forse, c’è l’universo. Tutto il resto finisce. E i soldi, purtroppo, non fanno eccezione. I sindacati altro non hanno fatto, se non far assumere migliaia di persone (molte delle quali non è ancora chiaro che tipo di lavoro svolgano) negli anni delle vacche grasse. Risultato nel 2008: migliaia di esuberi e conti in rosso sparato. Ma con che faccia i sindacalisti avranno chiesto a Spinetta di ritirare il piano dei licenziamenti? Qualcuno dice che i sindacalisti hanno la faccia come il culo. Altrimenti non potrebbero avanzare certe proposte senza vergognarsene. Ecco, difficile non essere d’accordo.

Adesso politici illuminati (dai finti liberisti del centrodestra agli assistenzialisti impenitenti dell’estrema sinistra) e sindacalisti di grido (Luigi Angeletti della Uil, Raffaele Bonanni della Cisl e Guglielmo Epifani della Cgil più  tutte le altre sigle e siglette: a proposito di esuberi…) saranno soddisfatti: i francesi si ritirano. Che ne sarà della compagnia di bandiera? Potrà tirare a campare con l’ennesimo prestito ponte del nuovo governo, potrà rivalutare l’offerta Air France oppure potrà serenamente fallire, come l’elvetica Swissair, come l’americana Twa e come tutti quelli che chiudono i bilanci in rosso. “E’ il mercato, bellezza”, direbbe un liberale parafrasando Humphrey Bogart. Ma di liberale, in Italia, non è rimasto neppure un partito.

 
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