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Gli alleati sono furiosi. Ma Silvio ha ragione: è il solo ad aver capito tutto

BERLUSCONI: “FORZA ITALIA ADDIO”

A MILANO NASCE IL PARTITO

UNICO DEL CENTRODESTRA

 

STRATEGA – Silvio Berlusconi è l’unico ad aver capito tutto: se il centrodestra non dà vita a una nuova formazione politica, sarà il Partito Democratico a sedurre i moderati.

 

di Ersilio Mattioni

 

MILANO (19 novembre 2007) – “Lo vogliono tutti gli italiani. In più di sette milioni hanno firmato per dire basta alla situazione attuale, alla frammentazione, a un governo ostaggio della sinistra estrema. Ora io dico che Forza Italia si scioglierà dentro una nuova formazione politica, il Partito del Popolo Italiano delle Libertà. Il nome di Forza Italia ha contato e ora contribuirà a una formazione più grande. E’ quello che la gente vuole. Diamo il via qui, oggi stesso, a questo nuovo futuro della politica italiana: io spero che aderiscano tutti, nessuno escluso". Parole chiare, soprattutto pesanti come pietre. Sono le dichiarazioni rese da Silvio Berlusconi ieri pomeriggio a margine della sua visita al gazebo di Forza Italia in piazza San Babila a Milano. Avrebbe dovuto essere una giornata tranquilla. E il leader degli azzurri ha pensato di complicarla un po’. A Prodi? Macchè, 7 milioni di firme non cambiano nulla per un governo che ha appena superato in Senato il difficile ostacolo della Finanziaria 2008. Sono gli alleati, piuttosto, a essere furiosi con il Cavaliere. Quest’ultimo ha un vizio: quando si convince che una cosa va fatta ma non riesce a convincere gli altri partiti del centrodestra, agisce a modo suo e costringe tutti a prenderne atto. 

E così Gianfranco Fini, il capo di Alleanza Nazionale, si è chiuso nel silenzio e ha affidato al suo  capogruppo in Senato, Altero Matteoli, il compito di fare il pompiere: “A Berlusconi, con amicizia, voglio dire che la Cdl è una squadra e lui non può giocare da portiere e anche da centravanti”. Matteoli, nei panni di Grisù, se l’è cavata. Meglio ha fatto Pier Ferdinando Casini. Il leader Udc, il più arrabbiato con Berlusconi, è riuscito a dichiarare che “la riproposizione della vecchia Casa delle libertà non porta da nessuna parte”. Ma del partito unico ha preferito non parlare. Umberto Bossi, al solito, è stato il più diretto: “Il nuovo partito è solo un favore a Prodi. La forza di Berlusconi  è sempre stata la sua capacità di coordinamento, il suo saper tenere uniti. Con il nuovo partito andrebbe invece in una direzione differente rispetto a quando ha fatto fino ad ora”. 

Giusta e sensata l’osservazione del capo della Lega Nord. Ma Berlusconi, a questo, ha già pensato. Il Carroccio, vista la sua connotazione movimentista a regionale, resterebbe fuori dal partito unico e si unirebbe ad esso con la consueta alleanza. An e Udc oggi strillano. Però non avranno scelta. Eh già, Berlusconi, ancora una volta, vede lontano, molto più lontano dei suoi miopi alleati. Silvio è l’unico, nel centrodestra, ad aver compreso la forza del Partito Democratico e la sua capacità di sedurre vasti settori dell’elettorato moderato. Quindi, corre ai ripari. Visto che il tempo è poco e gli alleati non si convincono, il Cavaliere fa da solo. Tutti si indignano e si arrabbiano e pestano i pugni. Ma Silvio ha ragione. I fatti lo dimostreranno.

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